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Memorial è l’organizzazione non governativa russa che ha ricevuto, insieme al bielorusso Ales Bialiatski, fondatore dell’organizzazione per la democrazia Viasna, e al gruppo ucraino Center for civil liberties, il Nobel per la pace 2022. Boris Belenkin è il direttore di Memorial e ne fa parte dal giorno della sua costituzione.

L’organizzazione è la più antica e prestigiosa ong della Russia ed è stata fondata nel 1989, tra gli altri, da Andrej Sacharov, padre nobile della dissidenza russa, anche lui premio Nobel per la pace nel 1975.

Memorial è nata per difendere i diritti umani e per preservare la memoria delle vittime delle repressioni politiche in Urss. Negli anni, ha creato un prezioso archivio che documenta il periodo del Grande Terrore staliniano e del sistema dei gulag. La commemorazione del passato per Memorial è sempre stata legata alla lotta per i diritti umani nel presente.

Gli ultimi due, per l’organizzazione russa, sono stati anni terribili. A fine 2021 Memorial è stata chiusa perché riconosciuta colpevole della controversa legge russa sugli agenti stranieri. L’ong ha continuato le sue attività solo grazie all’appello presentato dai suoi avvocati. Nell’ottobre scorso poi, proprio quando da Oslo giungeva notizia del premio Nobel per la pace ricevuto, i giudici di Mosca disponevano il sequestro dei suoi uffici, annullando il passaggio di proprietà tra le due società che amministrano l’organizzazione. Per il direttore di Memorial, Boris Belenkin, era giunto il momento di lasciare il Paese.

 

Domanda: Signor Belenkin, come si vive da esiliati?

Boris Belenkin: Ora vivo in Repubblica Ceca in buone condizioni ma come chiunque sia stato forzato a lasciare la propria patria sicuramente l’emozione principale è l’insicurezza e l’ansia per il futuro. Così, come per tutti quelli che sono partiti come me, viviamo giorni di incertezza, il nostro destino non può essere chiaro, non può essere definito con precisione.

D: Quanti mesi sono che è fuori dalla Russia, perché è andato via, rischiava qualcosa a rimanere?
Belenkin: Sono partito a inizio ottobre, se fossi rimasto ritengo che avrei corso il rischio di esser perseguito sia politicamente che
penalmente.

D: Temeva di essere arrestato?
Belenkin: Due tre settimane prima della mia partenza i miei conti bancari sono stati bloccati dal governo, anche se solo
temporaneamente, poi sono stati sbloccati. Ho pensato che quello fosse il primo passo, un primo avvertimento che avrebbe portato a
una mia persecuzione penale. Sono partito il giorno dopo una seduta in tribunale in cui il governo ha annullato il passaggio di
proprietà dell’immobile che ospita gli uffici di Memorial, tra due società che la amministrano. Con quella decisione del tribunale il
governo ha sequestrato la nostra proprietà, un immobile nel centro di Mosca e anche una somma di denaro
appartenente all’organizzazione, una cifra non enorme ma importante. E non posso che ribadire che non c’era nessuna
giustificazione legale per questo sequestro.

D: Sono a rischio ora gli archivi di Memorial?
Belenkin: I documenti, tutta la nostra collezione, non sono stati sequestrati per adesso possiamo solo sperare che il suo destino non
sia a rischio. Posso raccontarvi un aneddoto: alla notizia del Nobel, per una strana coincidenza noi eravamo in tribunale per il sequestro dell’immobile e appena abbiamo ricevuto la notizia del Nobel il nostro umore è divenuto gioioso e festoso, nonostante la decisione
mostruosa del giudice. Abbiamo visto che ci guardavano e poi tra giudici e cancellieri hanno cominciato a borbottare qualcosa
passandosi uno smartphone, non c’è stato detto niente ma abbiamo capito che sapevano.
 

D: Signor Belenkin lei è uno dei volti della dissidenza russa. Sono mesi che non sentiamo più di manifestazioni di protesta in Russia, che fine hanno fatto i dissidenti?
Belenkin: Sicuramente un gran numero di persone, una parte dell’intellighenzia nell’ultimo anno è partita, inoltre le persone che si
sono espresse contro la guerra in piazza o anche solo sui social media sono state pesantemente multate o arrestate. Nel tempo
contro di loro hanno cominciato ad aprire dei processi penali. Le condanne in termini di anni aumentano continuamente, anche nelle
ultime settimane negli ultimi giorni, si allungano sempre più i termini delle condanne come ai tempi di Stalin. In breve questa non
è più l’epoca delle proteste ma delle condanne per le proteste precedenti.

D: Dopo più di un anno di guerra e tante perdite che ci sono state tra i russi, il popolo è ancora con Putin?
Belenkin: Con mio grande dispiacere ancora in questo momento esiste un consenso per Putin e per la sua cerchia, sono fuori da
alcuni mesi ed è difficile da quantificare, ma penso che una buona metà della popolazione sia ancora con lui.

D: Signor Belenkin, Stalin lei l’ha conosciuto come studioso, Putin come cittadino. Sono i leader più longevi dai tempi della rivoluzione russa. Che rapporto c’è tra i due?
Belenkin: I tratti in comune sono che Stalin nella sua tirannia si ispirava a dittatori del passato come lo zar Ivan il terribile mentre
Putin si basa su tante cose, ma soprattutto si ispira alle repressioni, alle azioni e alla propaganda praticata da Stalin. Il regime di Putin
poi, non bisogna evitare il termine, ha elementi significativi del fascismo delle dittature europee di Salazar, Franco e in minor
misura di Mussolini e Hitler. Per semplificare si può definire un regime autoritario poliziesco. La sua caratteristica è la gradualità: le
repressioni gradualmente si inaspriscono, le leggi contro chi protesta gradualmente diventano sempre più dure, sempre molto
gradualmente. È una trasformazione che dura da più di venti anni a differenza di quanto avvenuto in altri regimi autoritari fascistoidi.

D: In Italia si parla molto di negoziati per la pace, ci sono secondo lei speranze concrete di portare a un tavolo per la pace le due parti in conflitto?
Belenkin: Penso che oggi come oggi non possiamo avere speranze di trattive per la pace, perché i lati del conflitto sono due
ed entrambi i lati devono essere pronti ma penso che nessuno dei due lo sia. In tutte le guerre perché si arrivi a una trattativa di pace
c’è bisogno che ci sia una vittoria sensibile, significativa di una delle due parti. E anche per questa guerra, per portare Putin a delle vere
negoziazioni ci vorrà una vittoria di uno dei due contendenti.

D: Sappiamo che ha passato tanti anni a catalogare i documenti che rappresentano quella grande tragedia che sono stati in Russia i gulag. Cosa metterebbe nell’archivio di Memorial a proposito della Russia attuale?
Belenkin: In un eventuale prossimo catalogo metterei sicuramente i racconti e le interviste di quelli che sono nelle prigioni
e nei campi di lavoro di Putin e anche le testimonianze video degli ucraini che hanno subito l’invasione. Abbiamo alcuni nostri colleghi
in Ucraina, un gruppo che si occupa di difesa dei diritti umani, che sta già raccogliendo questo materiale fatto di testimonianze che
Memorial già sta cominciando a pubblicare.

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Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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