(ANSA) – TRENTO, 22 GIU – Sulla base delle informazioni
acquisite dal Servizio prevenzione rischi e Cue della Provincia
autonoma di Trento, si stanno definendo in questi giorni le
modalità con cui il versante nord della Marmolada potrà essere
percorso in sicurezza, ma “non ci sarà nessuna zona rossa”. Lo
conferma – si apprende – il sindaco di Canazei, Giovanni
Bernard, in occasione del sopralluogo in vetta con i tecnici
provinciali, a quasi un anno dal disastro.
“Quassù i sentimenti si fanno contrastanti e oscillano tra la
tristezza mista a tensione per quanto è accaduto e la
fascinazione per la bellezza che ci circonda”, ha detto Bernard.
Il crollo del seracco del ghiacciaio di Punta Rocca, che ha
causato la morte di 11 alpinisti, è avvenuto alle 13.43 del 3
luglio 2022. Il distacco ha interessato circa 63.300 metri cubi
di ghiaccio, precipitati a valle ad una velocità di 50-80 metri
al secondo, portando con sé roccia e detriti per circa 2,2
chilometri.
Nella giornata del disastro, sul ghiacciaio sono intervenuti
127 operatori della Protezione civile, affiancati da 96 unità di
supporto. In 18 giorni di attività sono state attivate 14
strutture operative della Provincia di Trento, quattro forze
nazionali, il Commissariato del Governo, la Provincia di
Bolzano, la Regione Veneto, il Comune di Canazei e il Comun
General de Fascia.
“Eventi come quello dell’estate 2022 non erano mai stati
registrati in Trentino e tuttora sono in corso studi per
verificarne le cause. Ma proprio la presenza di acqua
all’interno della massa di ghiaccio sarebbe stata uno degli
elementi che ha provocato il distacco”, spiega il tecnico del
Servizio prevenzione rischi e Cue della Provincia autonoma di
Trento, Sergio Benigni. (ANSA).