(ANSA) – TORINO, 29 GIU – Dal Piemonte un impegno concreto
contro la violenza sulle donne: su proposta dell’assessora alle
Pari opportunità, Chiara Caucino, sono stati stanziati
complessivamente, con tre differenti delibere, 3 milioni e
129mila euro fra risorse statali e regionali.
Il primo provvedimento è l’approvazione dei criteri per
l’accesso ai finanziamenti per interventi a favore delle donne
vittime di violenza svolti dai Centri antiviolenza e dalle Case
rifugio e per l’accesso ai finanziamenti per il sostegno alle
soluzioni di accoglienza in emergenza e di secondo livello, che
prevede una spesa 1.691.366 euro complessivi. La seconda
delibera sancisce invece l’approvazione dei criteri per
l’accesso ai finanziamenti destinati al sostegno di interventi
regionali attuativi del “Piano strategico nazionale sulla
violenza maschile contro le donne 2021-2023”. La spesa
complessiva, in questo caso, è di 758mila euro. Fondi per
realizzare la norma che attribuisce alla Regione la competenza
di promuovere e realizzare, in collaborazione con gli enti
locali, con gli enti e i soggetti del privato sociale specifiche
iniziative per il monitoraggio, la prevenzione, il contrasto e
l’assistenza alle vittime di violenza. Sulla prevenzione e sulla
educazione o rieducazione delle persone violente verte invece la
terza delibera . Si tratta dell’approvazione dei criteri per
l’accesso ai finanziamenti per i Centri per uomini autori o
potenziali autori di violenza di genere, per una spesa
complessiva di 680.016 euro.
“Al di là delle doverose campagne di comunicazione,
finalizzate alla sensibilizzazione su un problema purtroppo
ancora poco conosciuto, nella sua gravità – spiega Caucino –
credo che sia compito della Regione agire sia attivamente, con
la massima tutela delle donne che hanno subìto violenze e che
vanno protette garantendo loro sicurezza, perché il rischio
recidiva è altissimo, sia proattivamente, andando a ‘rieducare’
quegli uomini che in parecchi casi usano violenza, spinti
dall’ignoranza e dalla mancanza di una cultura del dialogo e
della parità di genere”. (ANSA).