I deputati israeliani hanno approvato la proposta, il disegno ora ripasserà per la Commissione Costituzione, Legge e Giustizia prima di tornare in plenaria per la seconda e terza votazione. E mentre i parlamentari dei partiti di governo esultavano, l’opposizione urlava “vergogna”.
Gli organizzatori delle proteste e delle manifestazioni di piazza che proseguono da oltre sei mesi contro il controverso progetto di riforma della giustizia promosso dal governo di estrema destra hanno indetto una ‘giornata dell’interruzione’ che prevede blocchi delle strade e dell’aeroporto internazionale di Tel Aviv.
La proposta di legge
La proposta di legge è un emendamento alle leggi semi-costituzionali che punta a impedire alla magistratura di esprimersi contro le decisioni del governo in nome della “ragionevolezza”.
Lo scorso gennaio i magistrati dell’Alta Corte, con 10 voti a favore e uno contrario, hanno bocciato la nomina del leader del partito ultraortodosso sefardita Shas, Aryah Deri, a ministro dell’Interno e della Salute definendola “estremamente irragionevole” sia per la sua condanna passata per corruzione, sia per il fatto che in passato aveva intenzionalmente ingannato un tribunale quando ha promesso che avrebbe lasciato la politica in modo da ottenere un patteggiamento indulgente sui suoi reati fiscali.
Netanyahu e l’opposizione
Netanyahu ha promesso in un videomessaggio che “i diritti dei cittadini israeliani non saranno in alcun modo danneggiati”. Di tutt’altra opinione il leader dell’opposizione Yair Lapid, che nel suo discorso alla Knesset ha chiesto al capo del governo di “dire almeno la verità”: “Questa è una legge che dice che puoi nominare un ministro della criminalità condannato”, in riferimento a Deri, e “che puoi organizzare un patteggiamento per il tuo capo”, il che significa chiudere i tre casi per corruzione, frode e abuso d’ufficio per i quali Netanyahu è sotto processo.