“La collaborazione tra la Commissione e le autorità italiane è stata molto costruttiva. Poiché il lavoro tecnico è ancora in corso, non possiamo fornire ulteriori dettagli in questa fase. La Commissione valuterà formalmente l’emendamento proposto nel contesto del quadro normativo relativo alle revisioni dei piani di risanamento e di
resilienza. Non prevediamo modifiche all’importo complessivo dei pagamenti che l’Italia dovrebbe ricevere nel 2023, tenendo conto della terza e della quarta richiesta di pagamento”, lo spiega un portavoce della Commissione Ue in merito alla modifica della terza rata attuata dall’Italia.
“Dopo un’approfondita interlocuzione con la Commissione Europea, – spiega Palazzo Chigi – oggi il Governo italiano ha presentato nella riunione della Cabina di Regia sul Pnrr una richiesta di modifica in materia di riforma degli alloggi per studenti, al fine di: inserire una nuova milestone nella quarta rata; chiarire le condizioni e gli obiettivi della misura;
correggere alcuni errori materiali”.
Insoddisfatti gli stessi studenti: “Sugli studentati avevamo ragione ma il ministero non ci ha mai voluto ascoltare”. Così in una nota l’Unione degli Universitari sullo sblocco della terza tranche del Pnrr che non prevede i fondi per gli alloggi universitari. “Avevamo detto – continua l’Udu – che non era corretto dare 210 milioni ai privati, spesso per posti letto che esistevano già mentre andavano rendicontati solo posti letto nuovi. La responsabilità di questo fallimento è tutta del governo”. “Vogliamo che la ministra Bernini ci convochi con urgenza per ripensare insieme il piano di realizzazione degli studentati”, dicono gli studenti.
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