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Rimodulata terza rata Pnrr, alloggi studenti nella quarta

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Ultimo aggiornamento 20 Luglio, 2023, 19:59:18 di Maurizio Barra

Il ministro per gli Affari europei Raffaele Fitto, che ha presieduto la riunione della Cabina di Regia a Palazzo Chigi, ha presentato una proposta per modificare il formato della terza rata, che vale 19 miliardi e prevede 55 obiettivi. La proposta, che sarà valutata in sede Ue, prevede lo slittamento alla quarta rata per il progetto che vale 519 milioni di costruire nuovi alloggi per gli studenti. Ma – spiega Palazzo Chigi – andando a finire nella quarta rata l’importo complessivo di 19 milioni per il 2023 non cambia. 

    “La collaborazione tra la Commissione e le autorità italiane è stata molto costruttiva. Poiché il lavoro tecnico è ancora in corso, non possiamo fornire ulteriori dettagli in questa fase. La Commissione valuterà formalmente l’emendamento proposto nel contesto del quadro normativo relativo alle revisioni dei piani di risanamento e di
resilienza. Non prevediamo modifiche all’importo complessivo dei pagamenti che l’Italia dovrebbe ricevere nel 2023, tenendo conto della terza e della quarta richiesta di pagamento”, lo spiega un portavoce della Commissione Ue in merito alla modifica della terza rata attuata dall’Italia.

“Dopo un’approfondita interlocuzione con la Commissione Europea, –  spiega Palazzo Chigi – oggi il Governo italiano ha presentato nella riunione della Cabina di Regia sul Pnrr una richiesta di modifica in materia di riforma degli alloggi per studenti, al fine di: inserire una nuova milestone nella quarta rata; chiarire le condizioni e gli obiettivi della misura;
correggere alcuni errori materiali”. 

Insoddisfatti gli stessi studenti: “Sugli studentati avevamo ragione ma il ministero non ci ha mai voluto ascoltare”. Così in una nota l’Unione degli Universitari sullo sblocco della terza tranche del Pnrr che non prevede i fondi per gli alloggi universitari. “Avevamo detto – continua l’Udu – che non era corretto dare 210 milioni ai privati, spesso per posti letto che esistevano già mentre andavano rendicontati solo posti letto nuovi. La responsabilità di questo fallimento è tutta del governo”. “Vogliamo che la ministra Bernini ci convochi con urgenza per ripensare insieme il piano di realizzazione degli studentati”, dicono gli studenti.

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