“Credo che per la prima volta si possa mettere anche il Sud ad andare a una velocità diversa rispetto a quella avuta fin qua”, riflette il ministro. “Ricordo che l’80% dei fondi nazionali sono stati assegnati al sud e il 20% al centro-nord, di quelli europei il 70% al centro sud e il 30% al centro-nord, cui si aggiungono 4,6 miliardi stanziati nel 2021 per interventi infrastrutturali, che non sono mai stati utilizzati perché le Regioni non hanno mai trovato l’accordo su come ripartirseli”.
Considerando “che lo stanziamento del settennato 2021-2027 sono altri 140 miliardi, arriviamo a 223 miliardi più i fondi del Pnrr – ha aggiunto Calderoli -, ho visto il Pil del Mezzogiorno: negli anni ’50 era di oltre il 52%, negli anni ’60 siamo saliti sopra il 60% e poi tornati immediatamente dopo al 56,2%, ritornando in 25 anni ai livelli iniziali”. Quindi, “qualunque tipo di intervento non può che migliorare la realtà del Mezzogiorno – ha concluso Calderoli – è evidente che più cresce il Sud e tanto meno ci sarà bisogno di perequazione” e “ci sarà più qualità di vita per tutti”.
Il governatore lombardo: ‘C’è chi preferisce ‘mamma Roma’ all’autonomia’
Con l’autonomia, “chi amministra il territorio sarà costretto a rendere conto delle proprie capacità. Forse a qualcuno non piace questa assunzione di responsabilità e c’è chi preferisce che si continui con ‘mamma Roma’ dalla quale si portano a casa soldi”. Così il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, sottolineando che “secondo i dati della Ragioneria generale dello Stato del 2021 siamo la Regione che costa in assoluto di meno. Per ogni cittadino – ha concluso – è prevista una spesa di 3.600 euro a fronte di una media nazionale di 4.879 euro”.
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