La questione è tornata in primo piano nel weekend, sulla scia di “rivelazioni” attribuite dal domenicale del più monarchico dei tabloid, il Mail, a fonti vicine allo stesso William stando alle quali il futuro re non solo non gradisce la tipica gonna in tartan divenuta sinonimo rituale del costume nazionale scozzese (per uomini e donne), ma non avrebbe alcuna intenzione di sfoggiarla nemmeno in futuro.
Un atteggiamento in stridente contrasto con quello di suo padre, re Carlo III, pronto a mettere il kilt con i quadretti in Scozia in occasione di tutte le cerimonie più significative; con quello di suo nonno Filippo, defunto duca di Edimburgo; o con quello di suo zio Edoardo, che ha ereditato questo titolo dal padre. Per non parlare della compianta regina Elisabetta, che nell’amatissimo castello scozzese di Balmoral, dove soggiornava tutte le estati e dove di fatto ha scelto di morire 96enne l’8 settembre 2022, il tartan lo vestiva praticamente sempre.
“E’ curioso che William non abbia mai voluto indossare il kilt da adulto”, ha storto il naso fra gli altri Joe Little, commentatore di faccende reali e direttore del magazine Majesty, citato sull’argomento niente meno che dal serioso quotidiano progressista Guardian. Lasciando intendere come questa sua differenziazione dalla tradizione di famiglia rischi di essere considerata, se non un atto di snobismo, una mancanza d’attenzione rispetto alle sensibilità della Scozia: terra dove il principe di Galles ha ereditato, come primogenito del sovrano regnante e Great Steward of Scotland, gli antichi titoli di duca di Rothesay, conte di Carrick, barone di Renfew e signore delle Isole.
Una grana in più per il successore designato alla corona di casa Windsor, dopo le imbarazzanti rivelazioni fatte dal fratello minore, il principe ribelle Harry, nell’autobiografia bestseller intitolata ‘Spare’; il fallimento l’anno scorso d’una missione diplomatica chiave affidata a lui e a sua moglie Kate nei Caraibi; e persino i pettegolezzi su una sua fantomatica relazione extraconiugale sfuggiti di recente alla copertura in genere benevola riservatagli dai media d’establishment.
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