La proposta di legge, che è stata approvata all’unanimità, con 281 voti a favore e nessun contrario, introduce disposizioni per la prevenzione delle discriminazioni e la tutela dei diritti delle persone che sono state affette da malattie oncologiche. L’approvazione è stata accolta con un applauso nell’Aula di Montecitorio. Il testo passa al Senato.
Prima di approfondire in dettaglio cosa prevede la nuova norma bisogna fare una dovuta premessa: dai tumori si può guarire e si guarisce sempre con maggior successo, come ci dicono anche i dati 2021 del Registro Tumori dell’ISS.
Malattie oncologiche e mortalità in Italia
In Italia, tra il 2015 e il 2021, il tasso di mortalità per tutti i tumori è diminuito del 10% circa negli uomini e dell’8% nelle donne; il numero di decessi è tuttavia aumentato dello 0,6% per gli uomini e del 2,0% per le donne, raggiungendo rispettivamente 100.200 e 81.100 morti, riflettendo l’invecchiamento della popolazione. Il dato appare, in numero assoluto, lievemente inferiore a quanto segnalato nel 2020.
Nella popolazione maschile la mortalità è in riduzione per tutti i tumori, ad eccezione del tumore del pancreas che rimane stabile. Nella popolazione femminile il tasso di mortalità è in incremento per il tumore al polmone (+ 5%) e per il tumore al pancreas (+ 3.9%); stabile la mortalità per il tumore dell’utero e della vescica. I dati di mortalità appaiono, in entrambi i sessi, inferiori rispetto alla media europea. Una nuova speranza a cui va data adeguato seguito anche nella vita civile ed economica, a tutti gli ex pazienti.
1) Introduce il Diritto all’oblio a seguito di guarigione.
Per « diritto all’oblio oncologico » si intende il diritto delle persone guarite da una patologia oncologica di non fornire informazioni né subire indagini in merito alla propria pregressa condizione patologica, nei casi di cui alla presente legge.
2) Accesso ai servizi bancari, finanziari e assicurativi.
Ai fini della stipulazione o del rinnovo di contratti relativi a servizi bancari, finanziari, di investimento e assicurativi, non è ammessa la richiesta di informazioni relative allo stato di salute della persona fisica contraente concernenti patologie oncologiche da cui la stessa sia stata precedentemente affetta e il cui trattamento attivo si sia concluso, senza episodi di recidiva, da più di dieci anni alla data della richiesta. Tale periodo è ridotto della metà nel caso in cui la patologia sia insorta prima del compimento del ventunesimo anno di età. Le informazioni di cui al presente comma non possono essere acquisite neanche da fonti diverse dal contraente e, qualora siano comunque nella disponibilità dell’operatore o dell’intermediario, non possono essere utilizzate per la determinazione delle condizioni contrattuali.
3) Accesso alle procedure concorsuali, al lavoro e alla formazione professionale.
Ai fini dell’accesso alle procedure concorsuali, quando nel loro ambito sia previsto l’accertamento di requisiti psicofisici o concernenti lo stato di salute dei candidati, è fatto divieto di richiedere informazioni relative allo stato di salute dei candidati medesimi concernenti patologie oncologiche da cui essi siano stati precedentemente affetti e il cui trattamento attivo si sia concluso, senza episodi di recidiva,da più di dieci anni alla data della richiesta. Tale periodo è ridotto della metà nel caso in cui la patologia sia insorta prima del compimento del ventunesimo anno di età.
Il Garante per la protezione dei dati personali vigila sull’applicazione delle disposizioni di cui alla presente legge.
“È una rinascita sociale per oltre un milione di guariti dal cancro”, afferma il Presidente della Commissione Affari Sociali e Salute, Ugo Cappellacci. “Un messaggio di speranza e di libertà anche per chi lotta contro questo male che coinvolge oltre tre milioni di persone nel nostro Paese. Dietro ai numeri, ci sono persone, storie di vita, famiglie che possono finalmente ricominciare il loro cammino. Questa legge fa seguire alla guarigione fisica anche quella sociale attraverso una ‘cura’ giuridica che restituisce i diritti, gravemente compressi dalla malattia. Dopo il passaggio al Senato, finalmente l’Italia potrà allinearsi alla legislazione più avanzate in Europa”.
“Sul piano politico – osserva ancora Cappellacci- è un fatto rilevante che il provvedimento passi con la piena condivisione di tutti gli schieramenti e per questo ringrazio anche per la loro opera le relatrici Marrocco e Boschi. Quello di oggi è un passo in avanti importante – ha concluso Cappellacci- che restituisce dignità, libertà e speranza a milioni di persone”.
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