Lo scrive su Facebook Antonio Boccuzzi, l’operaio della Thyssenkrupp di Torino sopravvissuto alla strage del 6 dicembre 2007 nella quale hanno perso la vita 7 persone, poi divenuto anche parlamentare.
Dalla Germania arriva infatti la notizia che Harald Espenhahn sarebbe entrato in carcere per iniziare a scontare la sua pena (ridimensionata a 5 anni, pena massima in Germania per il reato contestato). Non si esclude però che possa scontarla in regime di semilibertà, in carcere di notte e fuori di giorno. “Certo, quei 5 anni saranno ulteriormente ridimensionati, lo sappiamo e non ci facciamo strane o vane illusioni, ma un passo è stato compiuto e questo non ce lo porta via nessuno”, scrive Boccuzzi su Facebook, ricostruendo la vicenda: “Il 13 maggio 2016 si è chiuso in Cassazione il processo Thyssen. Tutti condannati gli imputati. Solo gli italiani però varcano la soglia del carcere il mattino successivo alla sentenza. I tedeschi continuano a fare quello che facevano prima, come nulla fosse; più forti della giustizia e dello Stato in cui sembrava giustizia si fosse compiuta”. E aggiunge: “Quello che non passa sono rabbia e dolore per una ferita che non si rimarginerà mai ma che potrebbe fare un po’ meno male se tutti gli imputati, tedeschi compresi, scontassero la loro pena”.
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“La parola fine è stata scritta per loro, per noi non lo sarà mai per il dolore che proviamo sempre, ogni giorno”. Così Rosina Platì, madre di Giuseppe Demasi, una delle vittime della strage della Thyssenkrupp del 6 dicembre 2007, commenta a LaPresse la notizia che il manager tedesco Espenhahn è andato in carcere in Germania per scontare la sua pena. Era stato condannato a 5 anni di carcere e, secondo le informazioni che arrivano dalla Germania, è recluso dal 10 agosto.
“Né procura né magistrati ci hanno più aiutati, nemmeno i politici. Ogni volta che abbiamo una notizia siamo dovuti andare noi a bussare, eravamo pronti a tornare a Roma a settembre – dice ancora a LaPresse – Sapete quanto abbiamo lottato, non ci siamo mai rassegnati”. E poi ricorda il figlio: “Non c’è un istante della mia vita che io non abbia in mente lui, la fine che ha fatto è terribile. Abbiamo aspettato così tanto che ci stanno facendo morire”, aggiunge, ricordando che i parenti di alcune vittime sono deceduti di recente e che altri hanno problemi di salute.
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