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”Dovremmo essere tutti d’accordo su una cosa: chi mette in scena un’opera deve rispettare la verità della trama. Questo è il dato imprescindibile che non vuol dire la messa in scena tradizionale”. La calda estate degli spettacoli all’ aperto resa ancor più incandescente dal gesto di direttori che scelgono di guidare l’ orchestra bendati in polemica con le scelte di regia ha riproposto in modo eclatante il dibattito sulla attualizzazione dei capolavori della lirica che Francesco Giambrone, sovrintendente del Teatro dell’ Opera di Roma conosce bene. ”Stiamo assistendo a uno di quei fenomeni molto italiani – dice all’ ANSA – in cui si polarizzano posizioni estreme quando invece si dovrebbe fare uno sforzo per trovare punti di equilibrio e di riflessione. Da una parte abbiamo la tendenza a difendere le regie più innovative che cercano di restituire anche con un linguaggio diverso le opere che conosciamo e amiamo e dall’ altra i fautori di mettere in scena l’ opera in un solo modo nel senso della tradizione in senso stretto”. Come presidente dell Agis, l’ Agenzia Generale Italiana dello spettacolo, e ancor più direttamente da numero uno della fondazione musicale della Capitale dopo l’ esperienza al Teatro Massimo di Palermo, Giambrone riflette sulle ”posizioni estreme, tutte intransigenti e nessuna che rifletta sulle esigenze reali, tra chi vuole il teatro d’ opera come museo di se stesso e chi come come curiosità e attenzione ai linguaggi contemporanei, come specchio della quotidianità per farci riflettere”. Forse è un errore proporre solo allestimenti tradizionali ma in certi casi voler attualizzare a tutti i costi può lasciare spazio a molte perplessità? ”In Italia siamo molto legati in maniera affettuosa e anche un po’ patologica all’ opera come l’ abbiamo sempre vista, come se quella fosse la modalità per metterla in scena in modo corretto.
In realtà pretendere di rappresentarla sempre allo stesso modo è un errore, perchè anche quella prassi ha portato a travisamenti della verità della trama”. Per il pubblico il tema è molto sensibile, osserva ricordando il successo di Rigoletto nella versione di Damiano Michieletto riproposta con successo alle Terme di Caracalla nelle scorse settimane. ”Mi hanno scritto alcuni spettatori ‘critici’ e uno mi ha rimproverato che in questo allestimento mancasse il fascino della corte del Duca di Mantova. Se ci si aspetta questo siamo sulla strada sbagliata, Ha ragione invece il regista quando racconta che il Duca di Mantova non aveva nessun fascino, era anzi una brutta persona.
L’ uomo è cacciatore, la carne è debole.. potremmo addirittura uscire con l’ idea che sia un simpatico personaggio ma Verdi non racconta così lui nè il fascino della sua corte”. Giambrone cita proprio il caso italiano di qualche anno fa di una Carmen che alla fine uccide Don Josè. ”Ecco, questo è stravolgere la verità di una storia che è ben altra, un uomo che uccide una donna, siamo di fronte a un femminicidio. Se cambi la trama diventa un problema, diverso dall’ interpretarla con il linguaggio di oggi. Oggi tutto si evolve, la messa in scena, la tecnologia… ma bisogna restare fedeli alla storia”.
Dietro la lettura di un’ opera, sottolinea, ci deve essere un pensiero. ”Non sono mai per la estremizzazione delle scelte ma penso un regista che elabora una sua idea, rispetta la storia e la racconta in un modo che tocca anche le sensibilità dei giovani vada assecondato. Uno studente che ha assistito di recente al Castello di Barbablu, di Bartok mi ha detto di averlo trovato ‘Bellissimo, era un thriller’. Se un ragazzo di 16 anni alle fine di un’ opera difficile ti risponde così, il regista ha colpito nel segno parlando un linguaggio comprensibile”. C’ è il pericolo di enfatizzare le regie a scapito dell’ orchestra e dei cantanti? ”E’ un rischio reale ma la lettura musicale e l’ esecuzione dei cantanti diventano tutt’ uno con la messa in scena. Può accadere quando non si riesce a coinvolgere regista, direttore e cantanti in un lavoro coerente. Non c’è forza se l’ esecuzione musicale è formidabile ma il pensiero teatrale è insignificante, e viceversa”. Quale è il segreto di uno spettacolo riuscito e di successo? ”L’ alchimia di mettere insieme le persone giuste e curare lo sviluppo di uno spettacolo dalla prima fase di gestazione creando la scintilla tra regista e direttore anche se non si sono mai conosciuti. Si scelgono insieme i cantanti e insieme si fa in modo che lo spettacolo cresca”. Per Giambrone, però, è sempre il teatro a metterci la faccia, anche se i risultati fanno discutere. ”Io non ho mai detto: il regista ha voluto così ma io la pensavo in un altro modo… Il teatro è committente, fa delle scelte, si affida agli artisti che hanno la massima libertà discutendone però con il teatro che conosce il suo pubblico e ha ben chiaro il progetto e la politica culturale che vuole portare avanti. La stagione è un pezzo di strada che si fa insieme, tutti sono partecipi del processo, ma il teatro ha la responsabilità di indicare la direzione”

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Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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