Secondo il racconto della ragazza, lo scorso 7 luglio si trovava alla Vucciria, con un’amica che poi è andata via. Quella sera ha bevuto diversi cocktail. E durante la serata ha incontrato un conoscente, Angelo Flores. Sarebbe lui a riprendere con il telefonino la scena.
Ma l’incubo inizia in un locale. “Falla ubriacare, poi ci pensiamo noi”. Si trovano in un locale nel quartiere della movida palermitana. La giovane con i ragazzi, che la prendono sottobraccio perché non era in condizioni di camminare, raggiungono il Foro italico, sul mare, dove sarebbe avvenuto la violenza collettiva. “Io mi sono accasciata a terra perché non mi reggevo più in piedi, ma loro mi tenevano e continuavano.
“Non avevo idea di dove mi stessero conducendo – ha raccontato la vittima ai carabinieri -. Mi hanno risposto: “lo sappiamo noi'”. Durante il tragitto la ragazza ha cercato di attirare l’attenzione dei passanti: “Ho chiesto aiuto, ma nessuno ha compreso quello che stava succedendo”.
“Mi sono accasciata per tre volte. Io non volevo avere rapporti sessuali, non mi muovevo, ho gridato, sono caduta a terra battendo anche la testa, ma non si fermavano e Angelo rideva. Ho iniziato a ripetere ‘basta, basta’, ma i ragazzi hanno continuato, scambiandosi di posto”. Inizia così, tra le lacrime, il racconto dell’orrore.
Sono caduta una seconda volta e ho preso il mio telefono e ho chiamato il mio ragazzo perché chiamasse un’ambulanza. I ragazzi mi hanno preso il telefono e chiuso la chiamata. Poi mi hanno rivestita, mi hanno presa sottobraccio e accompagnato in strada e si sono allontanati”. Rimasta sola, si è distesa su un muretto quando due ragazze l’hanno avvicinata per chiederle se avesse bisogno di qualcosa e lei ha chiesto di chiamare il suo fidanzato. Da lì la denuncia, le visite mediche che confermano lo stupro, e poi gli arresti.
“Ieri sera niente, se ci penso un po’ mi viene lo schifo” scrive all’indomani mattina uno degli indagati agli altri amici. Quindi finiscono in carcere: Angelo Flores, 22 anni, il giovane che ha realizzato il video, Gabriele Di Trapani, 19 anni, Christian Maronia, 19 anni, Cristian Barone, 18 anni, Samuele La Grassa, 20 anni, Elio Arnao, 20 anni, e il minorenne al momento dei fatti, anche se non a lungo, perché ha compiuto 18 anni pochi giorni dopo. È stato lui ad ammettere i fatti davanti al gip del tribunale dei minorenni di Palermo che inizialmente lo aveva scarcerato e trasferito in una comunità.
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