Appaiono poco mosse le principali
borse europee al passaggio di metà seduta, per effetto delle
stime in ribasso dell’Ue. Milano riduce il rialzo allo 0,55%,
Francoforte e Parigi allo 0,25%, Madrid allo 0,11% e Londra
(-0,02%) si porta sulla parità.
Si confermano positivi i future Usa in vista dell’inflazione
di mercoledì prossimo, seguita l’indomani dalla decisione della
Bce sui tassi. Sempre debole il dollaro a 0,93 euro, 146,75 yen,
0,8 sterline e 96,44 rubli. Sale a 175,6 punti il differenziale
tra Btp e Bund decennali tedeschi, con il rendimento annuo
italiano in crescita di 4,8 punti al 4,38% e quello tedesco di
2,7 punti al 2,63%. In ulteriore calo il greggio (Wti -0,58% a
86,99 dollari al barile) a differenza del gas naturale (+7,19% a
36,99 euro al MWh) per il protrarsi dello sciopero dei
lavoratori delle piattaforme di Gnl in Australia.
Riducono il rialzo i bancari Intesa (+2,05%), Bper (+1,73%),
Banco Bpm (+1,61%), Mps (+1,56%) e Unicredit (+1,13%), favoriti
fin dall’apertura dalle ipotesi di riduzione della tassa sugli
extraprofitti. Accelera Commerzbank (+1,4%), seguita da Socgen
(+1,34%), Bnp (+1,3%) e Bbva (+0,9%). Bene in campo
automobilistico Volvo (+1,9%), Stellantis (+1,1%), che ha
avviato la 3/a tranche del riacquisto di titoli da 1,5 miliardi
annunciato in febbraio, e Bmw (+1%). La ripresa in Cina spinge
il lusso di Puma (+1,44%), più caute Pandora (+0,9%) e Moncler
(+0,5%). In luce gli estrattivo-minerari Antofagasta (+3,4%) e
Rio Tinto (+2,85%). In ordine sparso i petroliferi Eni (+1,14%),
TotalEnergies (+0,81%), Shell (+0,1%) e Bp (-0,02%).
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