Soddisfatto del giro di incontri il ministro Fitto, soprattutto “rispetto al metodo di lavoro adottato dal governo, per il ruolo chiave riconosciuto alla
Cabina di regia, strumento prezioso e utile ad individuare preventivamente, attraverso il confronto, eventuali criticità e possibili soluzioni”. Inoltre
per Fitto “il modello adottato rafforza la messa a terra dei progetti”.
Perplessità sono state però espresse da Cgil e Uil. “L’incontro della cabina di regia sul Pnrr ha confermato una situazione molto preoccupante: i ritardi nell’attuazione del piano sono sempre più consistenti e continuano a cumularsi” ha detto il segretario confederale della Cgil, Christian Ferrari, al termine del confronto. “Le misure che potrebbero non rispettare le tempistiche prefissate, e quindi a rischio fallimento risultano essere ancora 78, con una dimensione finanziaria di oltre 83 miliardi, di cui 39 (il 47% circa) nel Sud Italia”. Stesse preoccupazioni ha espresso Ivana Veronese, segretaria confederale Uil: “Con la rimodulazione del Pnrr operata nello scorso mese di luglio, temiamo che sia fortemente a rischio la quota del 40% delle risorse al Mezzogiorno, che noi, tra l’altro, già ritenevamo insufficienti per ridurre i divari tra Nord e Sud”.
“Sulla quinta rata sono in una fase abbastanza avanzata – ha detto invece il vicepresidente dell’Ance, Piero Petrucco – ma credo che ci sia sicuramente la disponibilità all’ascolto. Abbiamo ribadito alcuni punti per noi fondamentali che sono nella riformulazione del Pnrr: guardare ai singoli progetti; sicuramente siamo d’accordo di definanziare cose che si capisce bene che non hanno le tempistiche adatte; quello che non ci piace molto è un metodo un po’ trasversale di prendere interi gruppi di progetti e toglierli”.
“Guardiamo con particolare interesse al nuovo capitolo ‘RePowerEU’ inserito all’interno del Pnrr – ha affermato Luigi Taranto, segretario generale di
Confcommercio-Imprese per l’Italia – e, in particolare, alle misure di accompagnamento della transizione green del settore produttivo e di impulso
all’autoproduzione da fonti rinnovabili da parte delle Pmi”.
Per Confesercenti è “importante che la transizione energetica verso basse emissioni tenga conto sia delle sfide ambientali che di quelle economico
sociali”. Lo ha detto il segretario generale, Mauro Bussoni, precisando che “il processo deve essere realizzato in modo da non penalizzare cittadini ed imprese”.
Dopo la fine degli incontri, Fitto attenderà “i suggerimenti scritti da parte di tutte le organizzazioni intervenute per la sintesi utile a procedere nel percorso del piano”.
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