Insomma in questo fine settimana con i titoli mondiali già decisi, quello costruttori già vinto dalla Red Bull a Suzuka e quello piloti conquistato per la terza volta consecutiva da Verstappen in quel di Lusail, di emozioni ce ne sono state poche, nel segno di una supremazia schiacciante che rischia però di annientare anche l’interesse verso la massima categoria dell’automobilismo sportivo. Verstappen è il Cannibale della F1, anche se in questa circostanza ha provato a dargli fastidio chi ‘distruggeva’ gli avversari prima di lui, ovvero il sette volte iridato Lewis Hamilton, la cui Mercedes è però attualmente ‘normale’ e quindi poco può fare contro la Red Bull del fuoriclasse arancione.
Ma almeno oggi gli appassionati possono provare a consolarsi pensando che se la Mercedes avesse anticipato la prima sosta, probabilmente avrebbe potuto giocarsi la vittoria o perlomeno impegnare più del solito Verstappen, che in Texas ha vinto pur partendo dal sesto posto nella griglia. Il momento decisivo della sua gara è arrivato al giro numero 28 sui 56 in programma, quindi a metà gara, quando l’asso olandese ha portato il suo attacco a Norris in staccata di curva 12, in fondo al lungo rettilineo: mossa perfetta da parte del pilota della Red Bull, che è passato all’interno. E proprio Norris, alla fine, è stato uno dei promossi di giornata, perché ha tenuto botta e alla fine è andato sul podio, terzo dopo essere stato superato da un Hamilton oggi davvero ‘in palla’.
E le Ferrari? Hanno chiuso rispettivamente al quarto e sesto posto, con Sainz e Leclerc, dando l’impressione che, almeno nel caso del monegasco, di poter fare qualcosa in più. Invece al giro n.50 si è arreso al compagno di scuderia e poi, trovandosi in difficoltà, ha dovuto cedere il passo anche a Sergio Perez, per la gioia dei numerosi sostenitori messicani presenti sul circuito di Austin. Dove c’era stata, in precedenza e quando in Italia era notte, anche la gara sprint, conclusasi come poi sarebbe finito il gran premio: primo Verstappen, secondo Hamilton. I migliori del lotto, ma viene ugualmente da dire “che noia”.
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