“Attraverso questo investimento strategico – commenta il numero uno di Stellantis, Carlos Tavares – possiamo colmare uno spazio vuoto nel nostro modello di business e beneficiare della competitività di Leapmotor sia in Cina sia all’estero”. Stellantis non ha chiesto l’indagine della Commissione Ue per stabilire se i veicoli elettrici cinesi più economici venduti in Europa beneficino o meno di sussidi statali. Così Tavares ha notato di non ritenere che l’indagine sia il modo migliore per affrontare le questioni globali. “Poiché dobbiamo affrontare questioni globali, dobbiamo adottare una mentalità globale. Non sosteniamo un mondo frammentato. Ci piace la concorrenza. Avviare un’indagine non è il modo migliore per affrontare tali questioni”, ha aggiunto. L’obiettivo strategico di Stellantis “è accelerare il nostro profilo competitivo, focalizzandoci sulle auto migliori” e “sulle partership molto forti per una migliore mobilità”. Carlos Tavares, il numero uno della compagnia franco-italiana, ha motivato anche in questo modo l’accordo strategico con Leapmotor, la start-up cinese nel cui cda esprimerà due consiglieri in forza dell’acquisto del 21% circa del capitale per un esporso di 1,5 miliardi di euro. La società europea nominerà poi l’amministratore delegato della nuova jv, di cui controlletà il 51%. “Mentre si sviluppa il consolidamento tra le start-up di veicoli elettrici in Cina, diventa sempre più evidente che una manciata di operatori EV di nuova generazione, efficienti e agili, come Leapmotor, arriveranno a dominare i segmenti tradizionali in Cina”, ha aggiunto Tavares. Leapmotor, fondata nel 2015, è tra le decine di aziende cinesi del settore colpite dal rallentamento della crescita economica e della feroce guerra dei prezzi. Il gruppo di Hangzhou, quotato a Hong Kong dal 2022 e che produce auto di fascia medio-alta, ha registrato una perdita netta di 5,1 miliardi di yuan (quasi 750 milioni di dollari) lo scorso anno, con vendite in aumento di oltre il 150% arrivando a oltre 111.000 unità di auto. Il rosso 2023 dovrebbe ridursi a circa 4,5 miliardi di yuan, poiché le vendite mensili saliranno a circa 18.000 auto nel quarto trimestre. In confronto, l’utile netto del rivale cinese di Tesla, Byd, è triplicato nella prima metà dell’anno fino a 10,95 miliardi di yuan. Il gruppo sostenuto da Warren Buffett ha registrato vendite mensili di quasi 250.000 auto elettriche e ibride, circa un terzo di tutte le vendite di veicoli elettrici in Cina. L’accordo con Stellantis è maturato mentre i marchi stranieri lottano per competere nel mercato cinese dei veicoli elettrici. Se i gruppi esteri rappresentano i due terzi delle vendite di auto con motore a combustione interna, quattro veicoli elettrici su cinque comprati in Cina sono prodotti da aziende locali, secondo i dati di Automobility, società di consulenza di Shanghai. Lo scorso luglio Stellantis ha sciolto la jv con Guangzhou Automobile Group, che gestiva una fabbrica di Jeep nel Paese. Con l’accordo di oggi, che riconosce l’importanza del mercato cinese, Leapmotor può contare “sul nostro modello di distribuzione, sulla grande capacità di scala e su una piattaforma per accelerare lo sviluppo all’estero”, ha notato Tavares.
“Non saremo – assicura il numero uno di Stellantis – il cavallo di Troia dei cinesi. Sosterremo le loro vendite per sostenere il nostro business: se aumenteranno le loro vendite e la loro quota, anche la nostra quota aumenterà di valore. Possiamo dire che combattiamo per il nostro interesse”, ha aggiunto. “Le auto di Leapmotor – ha proseguito poi – arriveranno in Europa attraverso la joint venture con Stellantis “al massimo entro due anni”. Tavares non ha escluso che ci possa essere una accelerazione rispetto ai tempi previsti. “E’ troppo presto per dire se produrremo le loro auto fuori dalla Cina, dipenderà da cosa Leapmotor mi chiederà. Potremmo farlo, ma dipenderà dai costi. Non deciderò io, sentirò il nostro partner. Valuteremo di volta in volta se sarà meglio produrre in loco anziché esportare il prodotto finito’ dalla Cina, ha concluso Tavares.
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