Sappiamo che il nome Chery vi “ronza” nelle orecchie e vi diciamo perchè: nel nostro Paese molti modelli dell’italiana DR sono usciti dalle sue fabbriche, per cui molto spesso quando si parla del brand italiano ci si abbandona a una facile associazione con la casa cinese. Il fatto è che adesso Chery intende arrivare in Italia, per poi espandersi in Europa, in prima persona e per farlo ha creato due marchi appositamente per il nostro continente: Omoda (più giovanile) e Jaecoo (che guarda al mondo premium).
La strategia di Chery prevede di penetrare il terreno europeo almeno in 30 paesi, grazie all’operatività di nove filiali nazionali. Le prime due saranno quella italiana, con sede a Milano, e quella spagnola: nel nostro Paese l’avventura del gruppo cinese sarà seguita da 14 concessionari, che molto presto diventeranno 80 entro la fine del prossimo anno. Il primo modello con cui Chery sbarcherà in Italia è la Omoda 5, successivamente arriverà da noi anche la Jaecoo 7, un Suv di medie grandi dimensioni con maniglie a scomparsa e motore 1.6 turbo a benzina con potenze vicine ai 200 CV, affiancata anche da una variante plug-in. Il gruppo cinese ha dichiarato che, oltre alle Omoda e alle Jaecoo, avrà in poco più di un anno almeno 5 modelli da vendere nel mercato italiano, con una gamma che comprenderà auto più piccole, compatte e anche 100% elettriche.
Omoda 5 è lunga 4,5 metri, larga 1,83 metri, alta 1,59 metri e ha un passo di 2,63 metri. Il suo design è stato studiato per trasmettere dinamicità e robustezza; si giustifica così il suo anteriore con calandra grande e il montante D con finitura scura che fa sembrare sospeso il tetto. Internamente Chery dichiara uno spazio che fa utilizzo di materiali di buona qualità e di una tecnologia al passo con la concorrenza. Sono due gli schermi sulla plancia, uno racchiude la strumentazione davanti al guidatore, l’altro ospita l’infotainment con sistema Cerence ASR e connettività e un assistente vocale evoluto.
Omoda 5 verrà offerta con due motori endotermici, ovvero un 1.5 turbo benzina quattro cilindri da 156 CV (con cambio a variazione continua) e un quattro cilindri 1.6 turbo da 197 CV (con cambio a doppia frizione a 7 marce). Per quanto riguarda la variante ibrida plug-in, si pensa che la Omoda 5 possa adottare la motorizzazione già in uso sulla Tiggo 8 Pro, ovvero la Suv 7 posti di segmento D. Per la variante elettrica della Omoda 5 si pensa all’adozione di una batteria agli ioni di litio della capacità di 64 kWh accoppiata a un motore elettrico a magneti permanenti da 204 CV, che dovrebbero garantire, secondo il dichiarato della Casa cinese, un’autonomia di circa 450 km e una ricarica dal 10% all’80% (in corrente continua) conclusa in circa 35 minuti. Tutte le Chery Omoda 5 dispongono di sedici dispositivi di assistenza alla guida, tra i quali figurano il cruise control adattativo, il riconoscimento dei pedoni e dei ciclisti, il mantenimento attivo di corsia, la frenata automatica d’emergenza e la segnalazione in retromarcia di un veicolo che sopraggiunge.
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