Ad entrare più nei dettagli è il titolare della Farnesina “Vogliamo lavorare con il continente africano ad un progetto che sia ulteriormente portatore di benefici perché i nostri interlocutori aspettano la nostra presenza. L’Italia – ribadisce – può essere il portabandiera di un progetto europeo a partire dal piano Mattei”.
Al centro del documento c’è la costruzione di un “nuovo partenariato tra Italia e stati del continente africano”, con ambiti di intervento che spaziano dalla cooperazione allo sviluppo all’approvvigionamento e sfruttamento sostenibile delle risorse naturali, idriche ed energetiche. Per coordinare le attività del piano, che avrà durata quadriennale, sarà istituita un’apposita cabina di regia, presieduta dal presidente del Consiglio e composta dal ministro degli Esteri (vicepresidente), dagli altri ministri, dal presidente della Conferenza delle regioni e delle province autonome, da Ice (Agenzia italiana per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane), Cassa depositi e prestiti e Sace. Tale struttura servirà anche a promuovere “iniziative finalizzate all’accesso a risorse messe a disposizione dall’Ue e da organizzazioni internazionali, incluse le istituzioni finanziarie internazionali e le banche multilaterali di sviluppo”.
Su delega del presidente, la cabina di regia sarà convocata e presieduta dal vicepresidente, per parteciparvi non è previsto alcun compenso o rimborso. Parallelamente alla cabina di regia sarà istituita presso la presidenza del Consiglio una struttura di missione che assicurerà il supporto al premier e al vicepremier. Il coordinatore di tale struttura verrà individuato tra gli appartenenti alla carriera diplomatica: per tutti gli incarichi dirigenziali, compreso quest’ultimo, si potrà attingere anche al personale in pensione, un bacino in cui spiccano ad esempio Luigi Mattiolo, Ettore Francesco Sequi e Giampiero Massolo. Gli oneri della struttura di missione sono stimati in 2.643.949,28 euro annui, a decorrere dall’anno 2024.
Nella strategia sarà coinvolto anche il Parlamento, a cui ogni anno, entro il 30 giugno, il governo dovrà trasmettere una relazione. Il testo costituisce l’architrave del piano Mattei vero e proprio, che poi dovrà essere adottato. Entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del testo i ministri trasmetteranno alla struttura di missione una relazione con le iniziative rivolte a stati del Continente africano programmate o in corso di svolgimento e proposte di linee di azione e di riforma. Poi, entro altri 90 giorni, la cabina di regia, avvalendosi della struttura di missione, completerà la definizione del Piano Mattei e lo trasmetterà al Consiglio dei ministri per la sua deliberazione.
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