Sulla porta dell’appartamento è stata segnalata l’incisione di una croce simile a una svastica, ma secondo fonti di Polizia non vi è certezza che sia stata fatta ieri durante l’attacco, anche se la famiglia della donna garantisce che nei giorni precedenti non ve n’era traccia. La procura ha aperto una inchiesta per tentato omicidio, ma pare certo che alla notizia di reato verrà aggiunta anche l’aggravante del “motivo antisemita”.
Stéphane Dray, l’avvocato della donna — che non è in pericolo di vita e della quale per ragioni di sicurezza non è stato rivelato il nome — sostiene che «il carattere antisemita dell’attacco è ampiamente dimostrato dai primi rilievi di indagine e dalle dichiarazioni della mia assistita».
«Abbiamo sempre più il timore di non poter vivere normalmente nel nostro Paese», ha commentato Isaac Rimokh, presidente della Grande sinagoga di Lione. «Siamo circondati da un cordone di sicurezza delle forze dell’ordine che protegge i nostri centri di preghiera. Ma questo fatto dimostra che è difficile opporsi all’onda montante dell’odio verso di noi. Con questa aggressione in una casa privata, ieri è stato superato un altro limite». Anche Gerard Unger, presidente del Consiglio delle istituzioni ebraiche, ha sottolineato il clima sempre più teso all’interno della comunità. «Questi atti sono diretta conseguenza di quel che sta accadendo in Medio Oriente. Temo che non si tratterà di un episodio isolato». Unger lega l’aggressione di Lione al “tenore” del dibattito sul conflitto israelo-palestinese in Francia, che a suo parere sta isolando sempre più la comunità ebraica.
Oggi in migliaia hanno partecipato a manifestazioni di sostegno alla causa palestinese, convocate dai sindacati e da alcuni partiti politici. A Parigi, quasi ventimila persone hanno intonato cori che chiedevano la liberazione di Gaza, e un cessate il fuoco immediato. Una quarantina di cortei simili erano stati annunciati nel resto della Francia. Accanto agli slogan di solidarietà per Gaza, sono stati scanditi anche cori contro Israele, definito “Stato terrorista”. A Montpellier, 1.700 persone hanno sfilato mettendo in scena con foto reali e pupazzi “il cimitero dei bambini martiri di Gaza”. A Strasburgo, dove secondo la prefettura locale la protesta è stata molto dura, il coro più gettonato è stato “Israele assassino, Macron complice”. Nel momento in cui scriviamo, l’assalitore di Lione è ancora in fuga.