“È nostra necessaria responsabilità davanti alla Storia denunciare ovunque i crimini che abbiamo visto commettere e i responsabili di questi massacri immorali e spregevoli”, ha indicato. Ieri la Turchia ha richiamato per consultazioni il suo ambasciatore a Tel Aviv e lo stesso Erdogan ha affermato che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu non è più un valido interlocutore e che solleverà la questione davanti all’Organizzazione per la cooperazione islamica.
Erdogan ha inoltre negato che Hamas sia un gruppo terroristico, come lo considerano gli Stati Uniti e l’Unione Europea, e ha definito il suo braccio armato come combattente per la liberazione del popolo palestinese. Proprio oggi è attesa la visita del segretario di Stato americano Antony Blinken in Turchia, dove discuterà con le autorità della necessità di proteggere i civili in Israele e Gaza, delle formule per fermare la violenza e per fornire aiuti umanitari alla Striscia.
In un comunicato il Dipartimento di Stato ha annunciato che si parlerà anche della creazione delle condizioni per una pace duratura in Medio Oriente, compresa la creazione di uno Stato palestinese, richiesta anche dalla Turchia.
Un incontro di Blinken con Erdogan è improbabile, perché il presidente turco ha già fatto sapere che nelle ore della visita del segretario di Stato continuerà un tour programmato nel Paese. Il segretario di stato americano dovrebbe atterrare ad Ankara questa sera per colloqui con il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan e i diplomatici che lo accompagnano si erano detti ottimisti su un possibile incontro con Erdogan.
Ma il presidente ha detto che domani, lunedì, sarà in visita al villaggio di Ayder, nel nord-est della Turchia, mentre Blinken incontrerà Fidan ad Ankara. Ma Erdogan ha detto che il suo governo sta “lavorando dietro le quinte” nel tentativo di fermare lo spargimento di sangue e garantire la consegna di aiuti umanitari a Gaza. “State certi che stiamo facendo molto di più di quanto sembri”, ha detto.
Fidan ha parlato telefonicamente domenica con i suoi omologhi egiziano e giordano su come “stabilire un cessate il fuoco immediato” e garantire “la fornitura continua e ininterrotta di aiuti umanitari”, ha detto la fonte turca. Intanto la polizia turca ha sparato gas lacrimogeni per disperdere un raduno filo-palestinese vicino a una base militare che ospita truppe e armi americane.
La manifestazione davanti alla base aerea di Incirlik era stata organizzata dalla Ong turca Humanitarian Relief Foundation (IHH), la stessa che nel 2010 aveva noleggiato una flottiglia per cercare di raggiungere Gaza sotto il blocco israeliano, innescando un raid israeliano che aveva provocato la morte di dieci persone.
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