Jacobs è arrivato negli States, nazione dove è nato nel 1994, reduce appunto dalle Maldive, dove era andato assieme alla moglie Nicole per vivere l’esperienza di ‘wake up hero’, definito da chi lo organizza e gestisce ogni anno “il viaggio di crescita personale ad alto impatto mentale, fisico e spirituale per lasciar andare il passato, ritrovare la felicità e rincontrare te stesso”. E questo sembra essere stato il caso di Jacobs, che su Instagram ha spiegato che “avevo smesso di essere felice e non facevo più nulla con felicità”. Ora invece ha capito che “mente, anima e corpo lavorano sempre insieme, 24 h su 24. Ho capito quanto io sia importante”. Eccolo quindi “pronto ad iniziare un nuovo capitolo, una nuova avventura pensando solo ad essere felice e divertirmi”.
Così, dopo un mese in cui “ho lavorato tanto anche a livello mentale”, adesso è in Florida agli ordini di un allenatore sul quale se ne dicono tante, ma “io prima di prendere qualsiasi decisione ho parlato direttamente con lui – ha detto Jacobs a Sky Sport nella sua prima intervista da Jacksonville – e ho cercato di capire come fosse tutta la situazione extra pista, anche se quello che mi interessava era la capacità sua di potermi allenare e di potermi far correre veramente forte”. “So che tante voci sono girate e tante cose sono successe – ha aggiunto -, ma se lui ha potuto ricominciare ad allenare è perché quelle voci potevano essere tra virgolette ‘fasulle’ e quindi non mi sono focalizzato tanto sull’extra pista, ma su quello che possiamo tirare fuori dalla pista”. In particolare, Reider fu protagonista di una relazione “impropria” con una sua atleta minorenne, con accuse di molestie, per la quale fu allontanato dai campi di allenamento prima della riammissione con un programma di rieducazione.
Ma com’è lavorare con Reider, che di atleti sul podio dei Giochi ne ha già mandati parecchi? “L’allenatore è attento a ogni dettaglio e il gruppo è davvero stimolante – è stata la risposta -. Questo coach si può definire un genio, attento a ogni dettaglio. Il gruppo è davvero stimolante, molto forte, e automaticamente ti spingono a fare sempre meglio, a dare quella percentuale in più. Sono contento di questa scelta e mi sto trovando davvero bene”. E allora quali sono gli obiettivi da raggiungere? Istantanea la risposta: “non nascondo che lè replicare la vittoria olimpica di Tokyo”.
Il focus è quindi già sul 2024 “quando ci saranno gli Europei a Roma e l’Olimpiade a Parigi e arrivo a entrambi da campione in carica. Sono davvero contento e non vedo l’ora”. Per l’anno prossimo “l’idea è quella di gareggiare tanto, perché per capire veramente in che condizione è l’atleta bisogna gareggiare. Anche per tirare fuori degli stimoli che in allenamento non si riescono a tirare fuori -ha sottolineato Jacobs -. Sicuramente faremo un percorso un po’ diverso: è la prima volta che mi alleno con Reider e dobbiamo capire tante cose. Non so se faremo un passaggio indoor anche perché la stagione all’aperto sarà importante e significativa, dovremo gareggiare tanto. Non abbiamo un progetto preciso al 100%, ma l’idea è di iniziare direttamente dalle outdoor”. E allora non rimane che aspettare vedere se Marcell tornerà davvero a essere quello di Tokyo per far sognare di nuovo tutti quegli italiani che, idealmente, corrono con lui.
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