“Il nuovo testo sui criteri ‘euro 7′ approvato a Bruxelles è un buon risultato negoziale, verso una transizione realistica e credibile. Adesso la grande partita, su cui questo governo è fermamente impegnato, riguarda la possibilità che i biocarburanti facciano a pieno titolo parte dell’irrinunciabile percorso di riduzione delle emissioni dei veicoli”. Lo afferma il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto, commentando il documento approvato in Parlamento europeo sui criteri euro 7 di auto, veicoli commerciali e pesanti.
“Finalmente, con il via libera nella seduta plenaria del Parlamento Europeo sulla nuova versione del regolamento Euro 7, prevale la ragione sulla ideologia, un successo per l’Italia. Una svolta netta e significativa. La proposta sarà discussa ora in sede di trilogo”. É quanto dichiara il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in una nota. “La posizione negoziale del Parlamento europeo si fonda su un testo profondamente migliorato rispetto alla proposta iniziale della Commissione, che risponde a una visione concreta, realistica e pragmatica, sulla linea del governo italiano e su cui si era già aggregata una maggioranza di Stati nel Consiglio competitività. La votazione di oggi conferma inoltre il consolidamento di una nuova maggioranza politica in Europa che cambia gli assetti sulla transizione ecologica, grazie proprio al contributo del Fronte della responsabilità guidato dall’Italia e dai Paesi like minded”, aggiunge Urso.
“Oggi al Parlamento europeo un’altra vittoria di buonsenso del centrodestra unito, che ha votato compatto per respingere alcune eco-follie sugli Euro 7, battendo la sinistra. Un segnale importante in vista del voto dell’anno prossimo: una nuova maggioranza è possibile”. Lo scrive sui social il vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini.
“Non possiamo che esprimere apprezzamento per quanto ha deciso oggi il Parlamento europeo sulla proposta Euro 7, perché siamo convinti che il proficuo confronto di questi mesi sia servito a far comprendere a molti decisori politici la complessità e in alcuni casi l’irrazionalità di parti della proposta fatta dalla Commissione”. È il commento del presidente dell’Anfia Roberto Vavassori. “Le nostre osservazioni e proposte – spiega – avevano questo scopo, tracciare un altro passaggio del percorso di transizione della nostra filiera con una visione normativa d’insieme, così da non rischiare di frenarla, ma piuttosto stimolarla in maniera pragmatica e razionale. Siamo fiduciosi che negli ultimi negoziati in trilogo si possa proseguire su questa strada”.
“Oggi il Parlamento dell’Ue ha sostenuto uno standard Euro 7 che non riesce ad aumentare significativamente le protezioni dell’inquinamento atmosferico oltre il suo predecessore Euro 6” e “migliora a malapena i test, il che è fondamentale per garantire che i limiti” di inquinanti “siano effettivamente soddisfatti”. E’ il commento della Ong Transport & Environment all’approvazione della posizione negoziale dell’Europarlamento sulle nuove norme Euro 7. “Lo standard Euro 7 passato oggi è peggio che inutile – attacca T&E- le compagnie automobilistiche lo useranno per il Greenwash”, cioè per vendere come ‘verdi’ soluzioni che non lo sono.
Nonostante “miglioramenti marginali”, la posizione negoziale dell’Europarlamento sullo standard Euro 7 dei veicoli, “non è così ambiziosa come potrebbe essere” ed è “più vicino a un aggiornamento minimo di Euro 6 piuttosto che una vera nuova generazione di regole di emissione”. E’ la reazione dell’associazione dei consumatori europei Beuc. “Il Parlamento europeo ha introdotto miglioramenti marginali alla proposta della Commissione europea”, si legge nella nota Beuc. “Ad esempio ha rifiutato giustamente la creazione di nuove categorie di auto criptiche come 7Plus, 7A o 7G, che sarebbe impossibile per gli acquirenti decifrare nel punto vendita. La proposta del Parlamento per un ‘passaporto per veicoli ambientali’ potrebbe essere in particolare beneficio degli acquirenti di seconda mano”.
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