Oltre 2000 persone hanno preso
parte a Jesi alla manifestazione di protesta contro la legge di
Bilancio, aderendo allo sciopero generale indetto da Cgil e Uil
a livello nazionale. Lo riferiscono fonti sindacali. Un lungo
corteo di lavoratori e lavoratrici, pensionati e pensionate, di
giovani, ha marciato su Corso Matteotti, dall’Arco Clementino
fino alla tribuna allestita in piazza della Signoria dove hanno
parlato, a turno, i rappresentanti sindacali.
“Non ci fermiamo fino a che non avremo ottenuto risultati” è
stato detto a conclusione degli interventi in una piazza troppo
piccola per contenere tutti. “La città di Jesi – ha sottolineato
il sindaco Lorenzo Fiordelmondo, con fascia tricolore – non si
sposterà di un metro dalle vostre spalle, dai vostri passi, dal
sostegno alle vostre voci”.
Tra bandiere e striscioni, tante le vertenze di crisi portate
all’attenzione della piazza, in particolare le preoccupazioni
legate al settore metalmeccanico in Vallesina e al distretto del
bianco a Fabriano. In primo piano, su Jesi, il prolungarsi della
cassa integrazione ordinaria nello stabilimento Cnh e la mancata
partenza del processo di reindustrializzazione dell’ex
Caterpillar ora in Imr; su Fabriano, le incertezze per il
passaggio di Whirlpool Emea ai turchi di Arçelik, i conti in
rosso per Electrolux, il futuro di Elica. In prima linea anche
il sindacato degli infermieri, Nursind, ed i lavoratori della
rete riabilitativa Villa Adria di Ancona.
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