“C’è una scarsa attenzione all’emotività e questo viene sottolineato sempre dopo eventi drammatici, come l’uccisone di Giulia. Ma parlarne dopo la morte di una ragazza è già tardi. Una cosa ci è chiara: la violenza esplode tra gli 11 e 12 anni”. Educare alla bellezza, per il preside, vuol dire quindi contrapporre certi valori alla ‘bruttezza’, insegnando il rispetto degli altri e dello spazio che ci circonda, iniziando dai gesti, della parola, e dalla conoscenza di sé. Questo si tramuta in lezioni all’aperto, colloqui assidui con lui e con gli insegnanti, iniziative, come apporre sui vestiti il logo della scuola, per far capire che si è tutti uguali. E nelle scuole medie corsi per la prevenzione del bullismo ed educazione delle emozioni.
“Abbiamo organizzato incontri con la polizia, con volontari, e con cooperative di educatori e psicologi”, ha raccontato il preside, lanciando un monito:”Quando si tratta di violenza bisogna affrontare il tema ben prima del Liceo”. “Come insegnanti vediamo ogni giorno la non accettazione di sé. Del proprio corpo. Della propria famiglia o della propria situazione economica che spesso si tramuta in frustrazione”, precisa Cogliandro che in questo vede anche la forte responsabilità dei social network dove “c’è una voracità nell’ostentare” e i giovani “diventano vittime di pulsioni”. La scuola che dirige è diventata qualche mese fa polo nazionale per la formazione dei docenti alla prevenzione del disagio e della violenza. “Al Mozart quindi ho avviato la ‘scuola terapia’. Senza psicologi esterni cerchiamo di prevenire e anticipare il disagio, parlando”, spiega. Appena certi comportamenti suggeriscono un alert, quando ci “sono situazioni di tensione, oltre ai provvedimenti disciplinari, ho sempre un colloquio con i ragazzi e i docenti, con massimo due/tre alunni per volta, dopo aver informato i genitori”, dice Cogliandro. E ribadisce: “Portiamo avanti il concetto di cura in senso esistenziale. Ovvero prendersi cura dell’altro. Così dico ai miei studenti: ‘Non ti lascio solo'”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA