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Spazio alle emozioni, lezioni contro il patriarcato

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Ultimo aggiornamento 23 Novembre, 2023, 01:55:27 di Maurizio Barra

Un preside di Roma contro la violenza di genere e contro la cultura del patriarcato. ‘Scegliere la carezza al posto di un pugno’ e rendere la scuola baluardo di tenerezza. Questa la mission del preside dell’Istituto comprensivo Mozart di Roma, Giovanni Cogliandro. Il dirigente scolastico, dopo l’ennesimo femminicidio che ha visto come vittima Giulia Cecchettin, racconta all’ANSA del lavoro che da anni porta avanti nella sua Scuola contro la violenza di genere e contro ogni forma di violenza. E al ministro Valditara dice: “puntate e incoraggiate la sperimentazione di progetti che portino all’inclusione, già nelle scuole primarie. Non serve distribuire soldi a pioggia per l’informatica a Scuola, né puntare sugli psicologi e sulla medicalizzazione dell’ambiente scolastico. Serve una progettualità dove gli insegnanti siano il pilastro, rispettando il dettato costituzionale”, afferma Cogliandro dal 2020 ha dato il via ai corsi di educazione alla bellezza ed educazione alle emozioni, partendo dalla formazione specifica dei docenti, e avviando poi un vero percorso di ‘scuola terapia’.

“C’è una scarsa attenzione all’emotività e questo viene sottolineato sempre dopo eventi drammatici, come l’uccisone di Giulia. Ma parlarne dopo la morte di una ragazza è già tardi. Una cosa ci è chiara: la violenza esplode tra gli 11 e 12 anni”. Educare alla bellezza, per il preside, vuol dire quindi contrapporre certi valori alla ‘bruttezza’, insegnando il rispetto degli altri e dello spazio che ci circonda, iniziando dai gesti, della parola, e dalla conoscenza di sé. Questo si tramuta in lezioni all’aperto, colloqui assidui con lui e con gli insegnanti, iniziative, come apporre sui vestiti il logo della scuola, per far capire che si è tutti uguali. E nelle scuole medie corsi per la prevenzione del bullismo ed educazione delle emozioni.

“Abbiamo organizzato incontri con la polizia, con volontari, e con cooperative di educatori e psicologi”, ha raccontato il preside, lanciando un monito:”Quando si tratta di violenza bisogna affrontare il tema ben prima del Liceo”. “Come insegnanti vediamo ogni giorno la non accettazione di sé. Del proprio corpo. Della propria famiglia o della propria situazione economica che spesso si tramuta in frustrazione”, precisa Cogliandro che in questo vede anche la forte responsabilità dei social network dove “c’è una voracità nell’ostentare” e i giovani “diventano vittime di pulsioni”. La scuola che dirige è diventata qualche mese fa polo nazionale per la formazione dei docenti alla prevenzione del disagio e della violenza. “Al Mozart quindi ho avviato la ‘scuola terapia’. Senza psicologi esterni cerchiamo di prevenire e anticipare il disagio, parlando”, spiega. Appena certi comportamenti suggeriscono un alert, quando ci “sono situazioni di tensione, oltre ai provvedimenti disciplinari, ho sempre un colloquio con i ragazzi e i docenti, con massimo due/tre alunni per volta, dopo aver informato i genitori”, dice Cogliandro. E ribadisce: “Portiamo avanti il concetto di cura in senso esistenziale. Ovvero prendersi cura dell’altro. Così dico ai miei studenti: ‘Non ti lascio solo'”.

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