Le due scuole che ospitavano sfollati colpite dai raid di Israele, secondo la versione fornita dalla Wafa, sono invece nel quartiere Al-Daraj di Gaza City. Si tratterebbe dell’istituto Salah al-Din, affiliato all’Unrwa, e di quello Asaad al-Saftawi. Gli equipaggi delle ambulanze, ha fatto sapere l’agenzia palestinese, hanno avuto “grandi difficoltà nel raggiungere le due scuole”.
Nel sud di Gaza – ha affermato James Elder, portavoce dell’Unicef, l’Agenzia delle Nazioni Unite per l’infanzia – dalla ripresa delle operazioni militari di Israele cadono bombe “ogni 10 minuti”. In particolare il portavoce ha descritto l’ospedale al-Nasser a Khan Yunis come una “zona di guerra”. “Ribadisco – ha detto la presidente della Croce Rossa Mirjana Spoljaric – il nostro appello urgente per la protezione dei civili in linea con le leggi di guerra e per l’ingresso degli aiuti umanitari senza difficoltà”. Spoljaric ha quindi chiesto che la Croce Rossa possa “visitare in sicurezza gli ostaggi israeliani” di cui ha invocato l’immediato rilascio. Proprio sullo spinoso tema degli ostaggi, le loro famiglie hanno chiesto a Benyamin Netanyahu di “ritornare subito ai negoziati” con Hamas “senza ritardi e ad ogni costo” ed hanno ottenuto di incontrare domani il premier.
Il conflitto continua poi ad allargare il fossato tra Turchia e Israele. I servizi segreti di Ankara – il cui presidente Erdogan ha definito ancora una volta Netanyahu “criminale di guerra” – hanno ammonito che ci saranno “gravi conseguenze” se Israele tenterà di colpire i membri di Hamas in territorio turco, così come ha minacciato di voler fare.
Nella Striscia – secondo i dati diffusi dal ministero della Sanità di Hamas che non distingue tra civili e miliziani – i morti sono saliti a 15.899, di cui il 70% minori e donne. “Una carneficina”, l’ha definita l’Alto rappresentante Josep Borrell in apertura dei lavori della 25ma edizione del Forum Ue-Ong sui diritti umani, suscitando le contestazioni di una parte dei presenti che ha deciso di lasciare la sala in segno di protesta.
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