AGI – Hamas non accetterà un accordo sul rilascio degli ostaggi israeliani senza il consenso di Israele alla fine della guerra a Gaza. Lo ha detto una fonte del movimento palestinese citata dalla CNN. Ci sarebbero due altri ostacoli al raggiungimento di un accordo: le richieste del ritiro delle truppe israeliane da Gaza e del ritorno dei civili nel nord della Striscia. Inoltre, Hamas chiede che gli aiuti arrivino in tutta la Striscia prima di poter accettare un accordo.
Una delegazione del movimento islamista è al Cairo per la ripresa dei negoziati sulla tregua e lo scambio degli ostaggi, ma Israele ha fatto sapere che non invierà suoi emissari. “Non c’è alcuna delegazione israeliana al Cairo” e “non c’è alcun motivo per inviarne una” visto che Hamas non ha ancora fornito la lista degli ostaggi che sono ancora in vita”, ha detto una fonte israeliana, informata sui colloqui in Egitto. “Hamas si rifiuta di fornire risposte chiare sulla lista degli ostaggi in vita e, a causa di tutta questa situazione, non c’è motivo di inviare una delegazione israeliana al Cairo. Questa è la posizione di tutti, non solo del primo ministro. Al momento, la risposta di Hamas è che non c’è risposta. Stanno cercando di ingannarci. E finché non ci sarà una risposta chiara, non c’è motivo di inviare una delegazione israeliana”, ha detto una fonte al quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth.
Una tregua nella Striscia di Gaza è possibile “entro 24 o 48 ore” se Israele accetta le richieste di Hamas, aveva detto in precedenza un esponente del movimento islamista che ha voluto rimanere anonimo. “Se Israele accettasse le richieste di Hamas – ha detto- che includono il ritorno dei palestinesi sfollati nel Nord di Gaza e un aumento degli aiuti umanitari, questo potrebbe aprire la strada a un accordo nelle prossime 24-48 ore”. L’agenzia Reuters ha aggiunto che la delegazione di Hamas è guidata da Khalil al-Hayya, ‘numero due’ dell’ufficio politico del movimento islamista a Gaza.
Nel frattempo, l’esercito israeliano ha attaccato duramente “infrastrutture e agenti terroristici” nella notte e all’alba nel centro della Striscia di Gaza e a Khan Yunis, roccaforte di Hamas nel Sud dell’enclave. Proprio a Khan Younis, ha fatto sapere l’esercito, l’aviazione ha distrutto “circa 50 obiettivi terroristici in sei minuti”. Gli attacchi, sia al Centro che al Sud, sono stati piu’ duri e intensi che nei giorni scorsi, hanno riferito i media palestinesi. A Khan Yunis, l’operazione puntava a “intensificare i risultati operativi nell’area” e tra gli obiettivi attaccati ci sono state “infrastrutture sotterranee, strutture militari, siti di lancio di missili anticarro, strutture truccate e punti di incontro operativi di terroristi che rappresentavano una minaccia” per le truppe nella zona. Al centro dell’enclave, le truppe israeliane “hanno eliminato piu’ di 30 terroristi” e hanno localizzato numerose armi.
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