“Da tecnico e non da investigatore – ha detto il luogotenente Casamassima – e sulla base degli elementi isolati sul nastro adesivo, escludo che la ragazza sia stata uccisa sul posto dove è stato trovato il cadavere”.
Non solo, “Abbiamo analizzato i due nastri adesivi – dicono gli specialisti del Ris di Roma dei carabinieri, Vittorio Della Guardia, Ferdinando Scatamacchia e Rosario Casamassima che erano attorno alla testa e al sacchetto dell’Eurospin sul volto di Serena Mollicone, perché contenevano i capelli: su quelli ci siamo concentrati. I capelli erano importanti perché era stato trovato il frammento ligneo dalla professoressa Cattaneo che prevedeva quindi lo scontro di Serena contro la porta“.
I carabinieri hanno anche ricostruito che Sulla suola delle scarpe di Serena Mollicone sono state rinvenute delle particelle “relative al settore del polish, della attività di carrozzeria e pulizia industriale”. Il fatto che gli “elementi cellulari” siano stati rinvenuti anche sui leggings “fa ritenere” che il contatto tra il corpo e l’oggetto “sia avvenuto quando questo era sdraiato”.
Alla domanda del sostituto procuratore generale uno dei carabinieri del Ris ha risposto: “Non posso escludere che possa esserci stata questa contaminazione di cui parlo nel portabagagli di un’auto. Perché gli utensili usati per l’attività di cui diciamo rilasciano e sporcano”. Questi “porterebbe all’ipotesi di un complice” ha detto allora il magistrato. “Come tecnico – ha spiegato il militare – ricordo che il cadavere era confezionato per non rilasciare liquidi”. E “per chiudere le vie aeree bisogna avere delle conoscenze di criminalistica”.
“I nostri risultati non sono incerti” come scritto nella sentenza di primo grado e “non è vero nemmeno che sono inconcludenti”, continuano Vittorio Della Guardia, Ferdinando Scatamacchia e Rosario Casamassima, nel corso dell’udienza. Inoltre, “le analisi eseguite supportano l’ipotesi che Serena Mollicone sia entrata in caserma. Gli elementi, legno, resina e colla, che trovo sul nastro che avvolgeva il capo di Serena Mollicone sono riconducibili a una porta dell’alloggio della caserma “, hanno spiegato. E il frammento di vernice ha le stesse formazioni che sono presenti sullo sportello della caldaia acquisita nell’appartamento a trattativa privata all’interno della caserma”, hanno aggiunto spiegando nel dettaglio le analisi svolte. “Nella consulenza abbiamo provato a rafforzare un concetto, a prescindere dalla probabilità, abbiamo elementi che dicono una cosa e un’altra ancora. Il concetto è che se abbiamo trovato due elementi che stanno insieme hanno un valore maggiore“, hanno concluso.
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