Il primo ministro della Guyana: “Maduro ci minaccia? Ci ha resi famosi, ma non gli daremo un solo filo d’erba”

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Georgetown (Guyana) – Bisognerebbe quasi ringraziarlo, Maduro. “Ma chi la conosceva, prima, la Guyana? Ha fatto davvero un bel lavoro”, sorride nel suo ufficio di Georgetown il primo ministro, Mark Phillips. “Da noi però non avrà niente. Non gli daremo un solo filo d’erba”. Da quando il Venezuela ha unilateralmente dichiarato l’annessione dell’Essequibo – un polmone del pianeta che costituisce i due terzi della Guyana, al largo delle cui coste ha cominciato a zampillare petrolio in enorme quantità – Phillips e il presidente Alì sono freneticamente impegnati a fare i conti con la minaccia di un’invasione militare. Lo incontriamo alla vigilia del vertice di Kingstown, nell’isola di Saint Vincent e Grenadine, a cui giovedì parteciperanno i due presidenti, Alì e Maduro: un’iniziativa diplomatica promossa dal brasiliano Lula e mediata da Caricom e Celac, che raggruppano i Paesi dell’area caraibica e latina.

Cosa succederà a Saint Vincent?
“È un’opportunità per i due leader di vedersi faccia a faccia”.

Bene, ma a cosa servirà se non discuterete nel merito?
“Io invece credo che sarà molto utile. Una situazione come questa ha il potenziale di destabilizzare tutta l’area. Possono esserci altre questioni che Maduro vuole discutere. E poi perché non dovremmo andarci? I nostri esperti legali sono stati molto chiari: possiamo partecipare, ma non dobbiamo in modo assoluto discutere la materia al vaglio della Corte internazionale di giustizia. Non abbiamo niente da perdere, e abbiamo avvertito l’intero mondo che non discuteremo la controversia su Essequibo e non parleremo di confini. Ma già il fatto che Maduro sieda con i leader Caricom e con il presidente della Guyana alla presenza di Lula, rispettato da entrambi i Paesi, può avere un effetto calmante per lui”.

La sua aggressività è sostenuta dalla Russia per impegnare l’Occidente su un altro fronte?

“Non credo. È troppo presto per capirlo, ma non posso dire che abbia un’influenza concreta su quello che sta accadendo. Mosca ha detto chiaramente che Guyana e Venezuela devono risolvere la questione pacificamente. Ha un’ambasciata qui e una a Caracas, e abbiamo relazioni cordiali e rispettose anche se noi siamo tra coloro che hanno criticato l’invasione russa dell’Ucraina. Naturalmente è possibile che con il Venezuela ci siano relazioni più strette”.

Quindi il movente di Maduro è una questione locale, come dice lui?

“Ha molto più a che fare con la situazione politica in Venezuela. Penso che il presidente Maduro sia al punto più basso della sua popolarità, e stia cercando un’occasione per galvanizzare la gente attorno a lui”.

(afp)

Insomma andrete a Saint Vincent a mani vuote?

“E a mente aperta. Non vogliamo conflitti, vogliamo discutere di come migliorare la vita dei nostri popoli: 7,5 milioni di venezuelani vivono fuori dal loro Paese, 40mila vivono in Guyana e li aiutiamo con il lavoro e la scuola e il resto”.

Chiudereste la disputa compensando il Venezuela?

“Assolutamente no. Non pagheremo, non discuteremo e non negozieremo alcuna questione relativa alla controversia”.

Maduro intanto sta costruendo un nuovo aeroporto militare vicino ai confini.

“Abbiamo sentito del nuovo aeroporto, ma è in Venezuela. Noi continuiamo a dispiegare le nostre forze vicino alla frontiera, a vigilare. E ogni movimento che minacci di violare la nostra sovranità viene affrontato immediatamente da un punto di vista diplomatico”.

Avete registrato violazioni dei confini?

“No. Per ora non ci sono segni di aggressione attiva alla Guyana”.

Però chi abita vicino al confine, per esempio a Mabaruma, sta già fuggendo.

“Voci senza fondamento. È Natale, ne approfittano per venire a Georgetown a fare shopping, a fare scorta e a rifornire i business locali. Non c’è nessun aumento di voli dei piccoli aerei che collegano i villaggi dell’Essequibo con Georgetown rispetto agli altri anni”.

Shopping? Ma c’è un serio pericolo di invasione o no?

“Non di attacchi imminenti”.

Che non potreste fermare da soli, troppa differenza di forze. Americani e britannici vi difenderanno?

“Abbiamo un accordo di cooperazione attiva con gli Usa che consiste nel training delle nostre forze. Lavorano in affiancamento sia su terraferma che nelle acque territoriali”.

L’esercito venezuelano è 30 volte il vostro. Cameron o Blinken vi hanno garantito che vi difenderanno o no?

“Non hanno detto questo. Hanno detto che si aspettano che questa area rimanga una zona di pace. E che vogliono che l’aggressione si fermi qui, e il Venezuela rispetti le leggi internazionali. Il discorso di Cameron è stato estremamente potente, e sono sicuro che Maduro se lo stia studiando bene. Loro hanno un esercito molto più grande del nostro, ma ricordatevi di Davide e Golia. Siamo pronti a difendere la nostra sovranità. Non siamo un Paese bellicoso, ma proteggeremo i nostri confini”.

Chiedendo aiuto?

“Ci difenderemo con quello che abbiamo, e la nostra prima linea di difesa è la diplomazia. Tutto quello che ha ottenuto Maduro è far conoscere la Guyana in tutto il mondo. Chi aveva sentito parlare di noi prima di ora? Ci conoscevano solo per il massacro di Jonestown, il suicidio di massa del 1978. Poi ecco che la ExxonMobil trova il petrolio in Guyana, e molti hanno scoperto una nuova frontiera. Ma quello che ha fatto Maduro ci ha reso famosi al di là del petrolio. Ora guardo Al Jazeera e Bbc e cosa vedo? La Guyana! Che assist, Maduro”.

Dice che avete svenduto per quattro soldi i giacimenti alla ExxonMobil. Ai “gringos”.

“Fa la voce grossa con ExxonMobil ma nessuno lo prende sul serio. Il contratto è stato firmato dal precedente governo, noi abbiamo garantito che lo rispetteremo: altrimenti chi firmerebbe più un contratto con la Guyana? Abbiamo tutti gli occhi addosso, su questo”.

In Essequibo, intanto, centinaia di miniere di oro e diamanti devastano e disboscano la foresta pluviale…

“Ma niente affatto, la Guyana è l’orgoglio della comunità internazionale proprio per la difesa del suo ambiente. Abbiamo il più basso tasso di sfruttamento ambientale al mondo, e un bilancio di Co2 negativo. Le esplorazioni petrolifere avvengono 120 miglia al largo, abbiamo l’84% del Paese con grandi foreste e bassa deforestazione. Siamo stati i primi al mondo a vendere i carbon credit: 750 milioni di dollari di contratto con gli Usa, lo stanno studiando tutti”.

Il presidente Alì ripete che il rischio di attacco militare va preso molto seriamente. Avete un piano, nel caso? Se attaccheranno prenderanno prima…

“Non prenderanno proprio niente. Non gli daremo nulla. La canzone più ascoltata in questo momento in Guyana è di Dave Martin: ‘Nemmeno un filo d’erba’”.

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Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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