Utilizzare il mulo per
raccogliere la legna nei territori più impervi e prevenire così
le alluvioni. Il disastro del 15 settembre 2022 ha reso ancora
più evidente che tra le cause c’è anche l’ostruzione dei corsi
d’acqua da tronchi e rami. Materiali tagliati, ma a volte
lasciati sul posto per colpa di una burocrazia che non sempre
viene in aiuto. Questo il contesto da cui si è mosso il decreto
legna, che finanzia progetti per la raccolta del legname nei
territori colpiti da eventi atmosferici o meteorologici. E da
qui nasce il progetto “Il futuro nella tradizione: il Cavallo
del Catria e trasporto della legna agli argini del Bevano”
presentato oggi a Cantiano, uno dei centri colpiti
dall’alluvione del 2022.
Un mezzo di trasporto, il mulo, sostenibile, è stato detto:
potrà tornare ad essere alleato delle comunità dell’area montana
per tenere puliti i torrenti e per recuperare la legna. I
materiali potranno essere poi sfruttati per quegli usi civici
che le comunanze agrarie hanno adottato nel corso dei secoli per
scaldarsi o per produrre energia.
“C’è stato bisogno di una norma, ma non doveva essere così,
per chiarire alcune difficoltà legate al prelievo della legna da
fiumi, spiagge e montagne – ha detto durante il convegno Mirco
Carloni, presidente della commissione agricoltura della Camera.
“C’è ancora chi considera sbagliato questo modello in cui chi
vive nei pressi di fiumi o nelle aree montane si prende cura del
territorio: ma chi sta vicino al fiume sa come si pulisce e chi
da anni vive in montagna sa come si mantiene curata la collina e
il terreno. Spesso anche meglio rispetto al funzionario
pubblico”.
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