Chiusura poco mossa per Piazza
Affari nell’ultima seduta della settimana, con l’indice Ftse Mib
in crescita dello 0,05% a 30.373 punti. Vivaci gli scambi, per
oltre 5,6 miliardi di euro di controvalore, che confermano
l’intensa attività registrata già nella vigilia (4,06 miliardi).
In rialzo lo spread tra Btp e Bund tedeschi a 170,5 punti,
mentre il rendimento annuo italiano è sceso di 6,4 punti al
3,71%, confermandosi sui livelli più bassi dallo scorso gennaio.
Brillanti Stm (+2,74%), spinta dalla raccomandazione
d’acquisto di Ubs e dall’inserimento nella lista dei titoli
favoriti da Citigroup. Bene anche Nexi (+2,41%), Leonardo
(+2,39%) e Tim (+2,39%), salita anche del 5% in giornata dopo
che si è appreso che Vivendi (-2,54%) ha impugnato la delibera
del Cda di cessione della rete a Kkr, senza però chiederne la
sospensiva. Acquisiti anche su Fineco (+1,81%), Iveco (+1,54%),
Azimut (+1,37%) e Stellantis (+1,34%).
Prese di beneficio su Diasorin (-5,53%9 dopo il balzo della
vigilia in vista del piano industriale al 2027, presentato oggi
a borsa chiusa. In netto calo anche campari (-2,86%),
all’indomani dell’acquisizione del cognac Courvoisier. Ancora
difficoltà per il comparto del credito, penalizzato dalle attese
di futuri tagli ai tassi da parte della Bce. Bper ha ceduto il
2,2%, Mps il 20,7% e Banco Bpm l’1,72%. Segno meno anche per
Unicredit (-0,69%), mentre ha fatot meglio Intesa (+0,51%). Il
greggio poco mosso (Wti +0,3% a 71,8 dollari al barile) e il gas
in forte calo (-4,77% a 33,19 euro al MWh) non hanno aiutato Eni
(-0,23%), piuttosto fiacca insieme a Saipem (-0,25%).
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