Alla fine di giugno erano 110 milioni le persone in fuga a livello mondiale, ma Unhcr stima che a fine settembre siano già arrivate a quota 114 milioni. Ma oltre la metà delle persone in fuga da casa propria non varca mai frontiere internazionali. Dei 36,4 milioni di rifugiati, l’87% proviene da soli 10 Paesi: Siria (6.5 milioni), Afghanistan (6.1), Ucraina (5.9), Venezuela (5.6), Sud Sudan (2.2), Myanmar (1.3), Sudan (1), Repubblica Democratica del Congo (948.400), Somalia (814.600), Repubblica Centrafricana (750.900). Poco più della metà dei rifugiati nel mondo sono oggi afghani, siriani o ucraini.
La condivisione delle responsabilità rimane altamente iniqua: il 55% dei rifugiati è ospitato in soli 10 Paesi: Iran (3.4 milioni), Turchia (3.4M), Germania (2.5M) Colombia (2.5M) e Pakistan (2.1M) quelli che ne ospitano di più. I numeri confermano che sono sempre i Paesi a medio e basso reddito ad ospitare la maggior parte delle persone in fuga (75%). I 46 Paesi meno sviluppati rappresentano meno dell’1,3% del prodotto interno lordo globale, eppure ospitano più del 20% di tutti i rifugiati.
“Oggi i bisogni dei rifugiati nel mondo superano ampiamente le risorse finanziarie a disposizione. Le conseguenze di questo gap sono gravi e riguardano non solo le persone in fuga ma anche le comunità e i Paesi che li ospitano – dice Chiara Cardoletti, Rappresentante dell’Unhcr per l’Italia – Questa carenza di fondi ci costringe a fare scelte impossibili sulle diverse crisi da affrontare. Oggi molte più persone sono costrette alla fuga a causa di conflitti e di violenze in Sudan, Sahel, Sud America e Asia, e sono spinte ad affrontare viaggi pericolosi in cerca di salvezza attraverso il Mediterraneo, dove quest’anno si è raggiunto un nuovo record di sbarchi. E il nuovo conflitto in Sudan ha generato poco meno di 2 milioni di rifugiati”.
Alleggerire la pressione sui Paesi ospitanti, aumentare le opportunità di autosufficienza dei rifugiati, di reinsediamento in Paesi terzi e un più forte impegno per permettere un ritorno sicuro nei Paesi di origine, sono gli obiettivi del Forum. Anche perché non mancano i primi segnali positivi. Nel primo semestre del 2023, sono poco più di 404.000 i rifugiati che hanno fatto ritorno nel Paese d’origine, più del doppio rispetto allo stesso periodo del 2022.
Quasi 2,7 milioni di sfollati interni hanno fatto ritorno alle proprie case nello stesso periodo, più del doppio di quanto registrato nella prima metà del 2022. Il numero di rifugiati reinsediati è aumentato, sebbene i casi di reinsediamento nella prima metà del 2023 abbiano rappresentato solo il 3% dei 2 milioni di persone che, secondo le stime dell’Unhcr, hanno bisogno di essere reinsediate a livello globale.
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