Dietro ad ogni esame del sangue o
dei tessuti c’è un tecnico di laboratorio. Il suo lavoro è
fondamentale per la diagnosi effettuata dai medici. Per questa
professione sanitaria si aprono nuove possibilità anche grazie
al Pnrr destinato a potenziare molte strutture delle medicina.
Se ne è parlato stamane a Palermo, nella Sala Piersanti
Mattarella del Parlamento siciliano, nel convegno organizzato
per la terza giornata nazionale del Tecnico sanitario di
laboratorio biomedico alla presenza di Saverio Stanziale,
presidente della Commissione d’albo nazionale dei tecnici di
laboratorio.
“L’obiettivo è quello di arrivare ad una medicina di
precisione valorizzando le diciotto professioni sanitarie e le
competenze manageriali” ha detto Maria Lucia Furnari,
responsabile della Formazione all’interno del Dasoe della
Regione. Marco Macaluso, della Federazione degli Ordini dei
tecnici sanitari, ha sottolineato l’importanza “di impiegare nei
corsi universitari insegnanti tecnici di laboratorio”. Teresa
Barone, dell’Asp di Palermo, ha evidenziato la necessità di
garantire la qualità dei laboratori. Francesco Arcoleo,
direttore della Patologia clinica dell’ospedale Villa
Sofia-Cervello di Palermo, dove operano trenta tecnici di
laboratorio, ha ricordato che “la multidisciplinarietà nella
sanità mette al centro il paziente”. “Il Pnrr sarà utilizzato al
meglio se accanto alle strutture e alle attrezzature – ha detto
Giuseppe Lupo, esponente del Pd e consigliere comunale di
Palermo – permetterà a un nuovo personale di realizzare la
medicina di prossimità con case e ospedali di comunità”. Per i
tre rappresentanti dei corsi di laurea universitari siciliani
(che vedono gli iscritti in crescita), Concetta Scazzone
(Palermo), Davide Spartà (Catania) e Pasqualina Laganà
(Messina), l’obiettivo è adeguare gli studi ad una professione
in continuo aggiornamento e potenziare i tirocini, non solo in
Italia.
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