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Il segretario di Stato statunitense Anthony Blinken ha iniziato la sua quarta visita in Medio Oriente in tre mesi. La sua frenetica attività diplomatica nella crisi mediorientale, per sostenere Israele e allo stesso limitare tragedie umanitarie a Gaza e evitare un’escalation regionali del conflitto, rimane una partita aperta con l’obiettivo di abbassare le tensioni e cercare una soluzione anche per la gestione del post guerra nella Striscia. 

Sul viaggio aleggia quando riportato dal Washington Post e cioè i timori dei funzionari dell’amministrazione del presidente degli Stati Uniti Joe Biden che sottolineano il rischio che  il primo ministro Benjamin Netanyahu possa lanciare una guerra totale contro il gruppo Hezbollah in Libano per stabilizzare la sua posizione interna e salvare la sua traballante carriera politica.

La prima tappa è stata in Turchia e il viaggio culminerà in Israele e nei Territori palestinesi lunedì passando per Grecia, Giordania, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita ed Egitto.

Già ad Istanbul nel faccia a faccia con il suo omologo Hakan Fidan  e poi con il presidente Erdogan il sottosegretario ha chiesto al paese della Mezzaluna di assumere un ruolo positivo e attivo nella gestione della Striscia di Gaza, quando il conflitto in corso tra Israele e Hamas sarà terminato. Blinken vuole che il governo turco sia pronto a fare la propria parte, assumere un ruolo attivo nella gestione della Striscia e “allunga la mano alla Turchia”, chiedendo ad Ankara di agire con attori regionali, Iran in primis, per evitare che il conflitto si espanda al Libano.

ansa

Blinken in visita politica in Turchia

Ad Amman l’incontro con re Abdullah II con cui ha discusso  il problema degli aiuti umanitari per gli abitanti della Striscia di Gaza. Durante un breve discorso tenuto ieri sera sulla pista dell’aeroporto di Creta, prima di imbarcarsi per la Giordania, il segretario ha sottolineato la necessità di garantire che il conflitto non si estenda: “Una delle vere preoccupazioni è il confine tra Israele e Libano e vogliamo fare tutto il possibile per assicurarci che non ci sia una escalation del conflitto”.

Una nota del palazzo reale giordano riporta quanto il re Abdullah  ha sottolineato nell’incontro e cioè  la necessità di porre fine alla “tragica crisi umanitaria nella Striscia di Gaza”. Ha riaffermato che “la regione non potrà raggiungere la stabilità senza una giusta soluzione alla questione palestinese e senza il raggiungimento di una pace giusta e globale basata sulla soluzione dei due Stati”. Ha inoltre ribadito “il totale rifiuto della Giordania allo sfollamento forzato dei palestinesi” e “i tentativi di separare Gaza dalla Cisgiordania“, due territori che, secondo Re Abdullah, sono parte integrante del futuro Stato palestinese.  Il re di Giordania ha denunciato inoltre “atti di violenza commessi da coloni estremisti contro i palestinesi e violazioni dei luoghi santi musulmani e cristiani di Gerusalemme”, avvertendo del pericolo di “un’esplosione della situazione nella regione”.

Il sottosegretario ha visitato ad Amman anche un centro del Programma Alimentare Mondiale per poi volare in Qatar che ha svolto un ruolo di mediazione nella tregua tra Israele e Hamas alla fine di novembre. Concluderà la giornata ad Abu Dhabi, prima di recarsi lunedì in Arabia Saudita, poi in Israele dove si aspetta, per sua stessa ammissione nei giorni scorsi, di avere colloqui che “non saranno facili”.

Il leader di Hamas, Ismail Haniyeh , ha dichiarato alla vigilia della visita del segretario di Stato Usa che Blinken “dovrebbe concentrarsi sulla strade per porre fine all’occupazione”, poiché la stabilità e la sicurezza non arriveranno “finché il popolo palestinese non avrà ottenuto la libertà”.

Proprio in attesa del numero uno della diplomazia Usa, il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant ha sottoposto ai media e al governo Netanyahu, spaccato sulla questione e che sta affrontato le manifestazioni di piazza che chiedono nuove elezioni, un piano per la gestione di Gaza al termine della guerra. I punti principali del piano presentato da Yoav Gallant sono: controllo militare di Israele della Striscia, un’amministrazione civile palestinese senza nessun ruolo per Hamas, o ciò che ne rimarrà, e una coalizione internazionale a cui affidare la ricostruzione di Gaza sotto la leadership dell’Egitto.

Un compito non facile quello del sottosegretario americano che in questi ultimi mesi sta cercando di ritagliarsi il ruolo che fu di Henry Kissinger per Nixon.

reuters

Giordania, Blinken incontra il primo ministro Ayman Safadi

Chi è Anthony Blinken

Lui su X si definisce: marito, papà, chitarrista molto amatoriale. E 71esimo segretario di Stato. Ed è vero che su Spotify ha potuto vantare due canzoni con la sua band giovanile, ritmi blues e rock.

Blinken, 61 anni, si è spogliato, negli ultimi mesi, dell’immagine che lo vedeva, in politica, noto quale funzionario e consigliere dietro le quinte.

La nuova “versione” del sottosegretario, messa già alla prova dalla risposta alle guerra di invasione russa in Ucraina, è stata riconosciuta anche dagli avversari. “Un sforzo erculeo” ha definito la sua “shuttle diplomacy” il senatore repubblicano Lindsey Graham, sempre molto critico verso i democratici.

Blinken cerca di far leva sulla qualità per il suo ruolo. È un navigato esperto di politica internazionale con un approccio calmo e decisamente sofisticato. È da anni vicinissimo a Biden; e non dà segno di scalpitare per ambizioni e agende personali, quali cariche elettive, che possano provocare malumori interni e rischiare di mettere in difficoltà il presidente. È una ricetta che oggi rende Blinken ascoltato all’estero e affidabile in patria.

Nonostante un profilo molto diverso da quello di predecessori di entrambi i partiti, come per esempio Colin Powell o di Hillary Clinton, Blinken ha alle spalle una lunga carriera nei ranghi della politica internazionale.

È stato responsabile degli speechwriters del Consiglio di sicurezza nazionale sotto Bill Clinton, poi per sei anni alla guida dello staff di Biden quando quest’ultimo era senatore nella Commissione esteri.

È diventato poi consigliere per la sicurezza nazionale di Biden e vice segretario di Stato sotto Barack Obama, per tornare ad essere braccio destro di Biden nella campagna elettorale per la Casa Bianca del 2020.

Di famiglia ebraica e con un patrigno, Samuel Pizar, che era un influente avvocato francese sopravvissuto ai campi di concentramento nazisti, è convinto multilateralista ed europeista.

“Il mondo è più sicuro per gli americani quando abbiamo amici, alleati e partners” e l’Europa è un “partner vitale”.

 

ansa

Grecia, Blinken incontra il primo ministro Kyriakos Mitsotakis

source

Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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