Perché l'iPhone precipitato dall'aereo Alaska non si è distrutto

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AGI – Nelle ore successive all’impressionante incidente a un Boeing dell’Alaska Airlines due domande rimbalzavano online e nella testa dei lettori. La prima era come è stato possibile che l’aereo abbia perso un portellone e la seconda come ha fatto uno smartphone a sopravvivere a un volo di quasi cinquemila metri.

Oltre al portellone, ritrovato nel giardino di una casa di Portland, i ‘cacciatori di rottami’ allertati dalle autorità hanno anche recuperato un iPhone che era stato letteralmente strappato dalle mani del proprietario quando la cabina si era depressurizzata. Era praticamente intatto e sullo schermo integro era ben visibile una ricevuta di pagamento per eccesso di bagaglio emessa dalla compagnia aerea.

Un mega-spot per Apple, visto che il telefono in causa è un iPhone, ma gli esperti consultati da Usa Today e dal Washington Post per spiegare il fenomeno hanno come prima cosa escluso che lo smartphone sia sopravvissuto perché prodotto dalla casa di Cupertino. Non è stata una questione di ‘fisico’, ma di fisica.

David Rakestraw, scienziato del Lawrence Livermore National Laboratory in California, è un esperto di test di caduta e secondo lui sono tre i fattori che hanno giocato a favore del telefono ‘miracolato’. In primo luogo, i produttori hanno lavorato per rendere i telefoni più resistenti, dato il numero di cadute che subiscono, seppure da distanze molto inferiori. Anche le custodie telefono e le protezioni per lo schermo fanno la loro parte e infine, il luogo su cui è atterrato potrebbe aver fatto la differenza.

Lo smartphone è stato trovato lungo una strada, sotto un cespuglio. Quando qualcosa in movimento viene lasciato cadere, ha quantità di moto: massa moltiplicata per velocità, ha detto Rakestraw. Ciò che conta è quando l’oggetto si ferma e cosa lo ferma. Basti pensare al paragone tra colpire un muro di mattoni e cadere su un cuscino. Il cuscino rallenta l’impatto per un periodo di tempo più lungo rispetto al muro di mattoni. È il motivo per cui le auto sono dotate di airbag: per assorbire la forza rallentando l’impatto. È anche il motivo per cui i circuiti di gara sono dotati di barriere SAFER (Steel and Foam Energy Reduction) per proteggere i conducenti: assorbendo e riducendo l’energia quando un’auto da corsa colpisce un muro.

Le custodie dei telefoni sono fatte di materiale che si flette, hanno cioè la “capacità di scricchiolare un po’”.
Il telefono volato via dall’aereo avrebbe sicuramente raggiunto la velocità terminale all’inizio della sua caduta, ha detto Lou Bloomfield, professore emerito di fisica presso l’Università della Virginia. Ciò significa che la sua velocità verso il basso è aumentata fino a quando la forza verso l’alto della resistenza dell’aria, nota anche come resistenza, “ha bilanciato la forza di gravità verso il basso (il peso del device) in modo che ha smesso di accelerare verso il basso e ha semplicemente proceduto per inerzia a una velocità costante”.

In sostanza, la velocità alla quale cadeva “non era poi così alta – probabilmente circa 160 chilometri l’ora e forse ancora meno” e comunque “non così veloce da non poter tollerare un impatto con un prato soffice.”
Un fattore chiave è il punto in cui la resistenza del telefono avrebbe fallito. Se fosse caduto solo pochi metri di lato e avesse colpito la strada invece che i cespugli, la storia sarebbe stata diversa, ha detto Rakestraw.  È probabile che il telefono sia rimbalzato tra i rami mentre cadeva, assorbendo ulteriormente l’impatto della caduta prima di colpire il suolo, ha aggiunto.

Sebbene gli schermi degli smartphone siano diventati molto più resistenti nel corso degli anni, la sopravvivenza di questo telefono è quindi molto probabilmente dovuta alla fisica.
“La risposta fondamentale è la resistenza dell’aria”, ha confermato Duncan Watts, ricercatore dell’Istituto di astrofisica teorica dell’Università di Oslo. “Penso che la cosa controintuitiva qui sia che un telefono che cade dal cielo non finisca per muoversi così velocemente a causa della resistenza dell’aria.”

Qualsiasi oggetto che cade verso la Terra raggiungerà un punto, noto come velocità terminale, dove la forza di gravità non potrà più accelerarlo a causa della resistenza dell’aria. “Se il telefono cade con lo schermo rivolto verso terra, ossia ‘di piatto’ c’è molta resistenza, ma se cade in verticale ce n’è un po’ meno”, ha detto Watts. La velocità terminale di un iPhone con lo schermo rivolto verso il basso, secondo Watts, sarebbe di circa 50 chilometri orari. “Più grande è lo smartphone, minore è la velocità terminale”, ha detto. “La velocità massima di 160 chilometri l’ora sarebbe raggiunta solo se cadesse ‘in verticale’, ossia con lo schermo perpendicolare al suolo”.

Il paradosso sottolineato da Watts è che un telefono che cade da una tasca colpisce il suolo a circa 16 chilometri l’ora, mentre uno precipita da un aereo probabilmente raggiunge solo 80 chilometri l’ora. L’erba o il fogliame su cui è caduto hanno fatto il resto.
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Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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