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Tra i riti di ogni nuovo anno c’è quello di pensare a dei cambiamenti, a fare meglio, ‘new year new me’ si dice, nuovo anno nuovo me stesso, ai buoni propositi insomma, una parola chiave che solo in Italia a gennaio viene cercata ogni 8 minuti per poi scemare durante l’anno. E’ l’entusiasmo e la motivazione che ci fanno figurare i buoni propositi ma sappiamo anche che spesso molti rimangono lettera morta. Senza voler farsi condizionare in negativo si sa però da studi recenti che circa l’80% dei buoni propositi per l’anno nuovo è destinato a essere accantonato e non realizzarsi.
Perché i buoni propositi falliscono?
“L’inizio di un nuovo anno ci stimola a riflettere sul futuro e a immaginare una ‘versione migliore’ di noi stessi. Questa proiezione, inizialmente carica di slancio e determinazione, spesso si trova, però, a scontrarsi con la realtà quando i buoni propositi, iniziali motori di cambiamento, mostrano i primi segni di cedimento. È ormai diventata consuetudine parlare di Blue Monday, il terzo lunedì di gennaio, tradizionalmente riconosciuto come il giorno più triste dell’anno. È, infatti, proprio a partire dalla seconda metà di gennaio che spesso i nostri buoni propositi iniziano a vacillare. Realizziamo che, probabilmente, gli obiettivi che ci eravamo prefissati, spinti dal desiderio di una ‘nuova vita’, erano forse troppo ambiziosi. Questa presa di coscienza può provocare in noi un senso di fallimento e dare origine ad ansia, tristezza e frustrazione”,  ha commentato la Dottoressa Valeria Fiorenza Perris, Psicoterapeuta e Clinical Director del servizio di psicologia online e società Benefit Unobravo.
Come sentirsi soddisfatti? Darsi obiettivi realizzabili e abbracciare il cambiamento.
“Il primo passo verso il successo è porsi dei traguardi realistici e alla propria portata e, soprattutto, che si desiderano fortemente. Molto spesso, infatti, nello stilare la nostra lista di buoni propositi ci concentriamo su ciò che pensiamo di volere piuttosto che su ciò che realmente vogliamo e questo ci porta a fissare degli obiettivi che non rispecchiano davvero chi siamo. Succede così di fallire proprio perché, nel profondo, un dato proposito non ci appartiene, ma è dettato da condizionamenti esterni. Fondamentale è, inoltre, essere realmente predisposti ad abbracciare il cambiamento. Questa apertura significa avere la volontà di mettersi in gioco, esplorare prospettive sconosciute, affrontare nuove sfide, uscire dalla propria comfort zone e vincere eventuali timori o resistenze. È, infatti, solo abbandonando la nostra zona di comfort che possiamo aprirci a nuove opportunità e trasformare le paure legate al cambiamento in una forza motrice per la nostra crescita personale”, ha aggiunto la Dott.ssa Valeria Fiorenza Perris.
Cambiamento: un viaggio di crescita personale.
Il termine “cambiamento” significa letteralmente mutamento, trasformazione, variazione. In psicologia, con “cambiamento” si intende la trasformazione di un individuo come processo di autorealizzazione o come risultato della tendenza al mutamento e delle resistenze a esso.
Il cambiamento è un fenomeno universale: ciascuno di noi nel corso della propria vita si è trovato di fronte a esso o, in altri casi, lo ha desiderato così intensamente da esserne diventato il fautore. La nostra vita ciclicamente è sottoposta a trasformazioni che possono riguardare le sfere più disparate: dal lavoro all’amore, fino alla famiglia, all’amicizia o agli studi. Il cambiamento costituisce un elemento essenziale grazie a cui la nostra vita avanza e muta e noi evolviamo con essa, in un costante processo di crescita.
Il cambiamento è essenziale, anche se fa paura.
Ma se il cambiamento riveste davvero un ruolo così importante e costituisce una fonte inesauribile di arricchimento personale, perché, allora, è così complesso da affrontare e può fare paura?
“Il cambiamento, in tutte le sue sfaccettature, rappresenta un momento cruciale nella vita di ciascuno di noi. Anche quando desiderato e cercato, è del tutto normale e fisiologico sperimentare delle preoccupazioni nell’affrontarlo. Il processo di cambiamento ci spinge, infatti, a proiettarci nell’ignoto, nell’incerto e nel nuovo, costringendoci inevitabilmente a lasciarci alle spalle una parte di noi stessi e ad abbandonare alcune delle nostre certezze e punti fermi. Spesso la paura del cambiamento affonda le proprie radici nella difficoltà che ognuno di noi prova nell’uscire dalla zona di comfort, un rifugio sicuro all’interno del quale ci sentiamo a nostro agio e dove tutto ci è familiare, ma che, tuttavia, nel lungo periodo potrebbe trasformarsi in una “prigione dorata”. Rimanere ancorati alla propria comfort zone per molto tempo può, infatti, ingabbiarci in una routine prevedibile e controllabile, limitando le opportunità di evoluzione e crescita personale. Uscire dalla zona di comfort, al contrario, costituisce un’occasione preziosa per arricchire la nostra vita dandoci la possibilità di sperimentarci in nuovi contesti, aprirci a nuovi orizzonti e prospettive, conoscere meglio noi stessi, scoprire aspetti inediti della nostra personalità, individuare e sfruttare risorse nascoste e imparare ad abbracciare il cambiamento come elemento essenziale del nostro percorso di vita. Questo processo contribuisce, inoltre, a potenziare la fiducia che nutriamo in noi stessi e nelle nostre capacità, elevando l’autostima e il senso di autoefficacia e aprendo, così, le porte a un mondo di opportunità precedentemente inesplorate”, ha spiegato la Dottoressa Valeria Fiorenza Perris.
Paura del cambiamento: da cosa ha origine e quali sono i fattori scatenanti?
“Affrontare il cambiamento significa confrontarsi con l’incertezza e l’assenza di familiarità e implica l’addentrarsi in territori sconosciuti. Ciò può generare in noi resistenza, ansia e persino paura. La paura del cambiamento è un fenomeno complesso, che può scaturire da diversi fattori. Spesso è legata al timore del nuovo e dell’ignoto, dimensioni queste che rappresentano una sfida al nostro bisogno innato di stabilità e prevedibilità. Questa ansia verso ciò che non conosciamo è strettamente connessa alla paura di perdere il controllo e di non poter prevedere i risultati e gli effetti che il cambiamento inevitabilmente avrà sulla nostra vita. Un’altra paura molto diffusa è quella di fallire e di deludere sé stessi o gli altri. Questo timore è spesso alimentato da una scarsa autostima che potrebbe indurci a pensare di non essere all’altezza e incapaci di affrontare il cambiamento in modo efficace e proficuo. Allo stesso modo, è possibile sperimentare anche la paura del successo, poiché questo potrebbe alterare gli equilibri relazionali esistenti o metterci di fronte a nuove responsabilità. Talvolta, questa paura può essere scatenata anche dal timore di non riuscire a provare quella felicità che ci aspettavamo di ottenere quando ci eravamo prefissati la meta da raggiungere. Infine, la percezione di essere giudicati dagli altri o la paura della solitudine nel processo di cambiamento possono anch’esse costituire dei freni. Provare timore di fronte ai cambiamenti e alle novità è del tutto normale e non è di per sé una cosa negativa, diventa, però, un problema quando ostacola la crescita personale e limita la nostra ricerca di nuovi percorsi per raggiungere la felicità”, ha commentato Perris
Metathesiofobia: quando la paura del cambiamento diventa una vera e propria fobia.
Avere timore del cambiamento è assolutamente fisiologico. A volte, però, questa paura può manifestarsi in modo eccessivo e trasformarsi in un ostacolo insormontabile, assumendo, così, le sembianze di una vera e propria fobia. È il caso di chi soffre di metathesiofobia, un disturbo d’ansia caratterizzato da un timore intenso e persistente verso il cambiamento e le novità. La metathesiofobia si manifesta con i sintomi tipici del disturbo ansioso, come preoccupazione, pensieri ossessivi e intrusivi, tachicardia, nervosismo, irritabilità e insonnia. Questa fobia, radicata nel timore del nuovo e dell’ignoto, spinge coloro che ne sono affetti a resistere attivamente a qualsiasi forma di cambiamento nel tentativo di mantenere strenuamente lo status quo. Un altro tratto che accomuna molti metathesiofobici è l’inclinazione all’autoconvincimento irrazionale che qualsiasi novità sia intrinsecamente negativa, anche quando potrebbe portare benefici.
La metathesiofobia è una condizione che può impattare profondamente la vita di chi ne soffre, influenzando la capacità di affrontare il cambiamento e di prendere decisioni trasformative e limitando, così, le occasioni di esplorare nuove prospettive. Superare la metathesiofobia è, però, possibile: con il tempo, il giusto supporto e, se necessario, un approccio terapeutico mirato si può imparare a gestire questa fobia invalidante. Vincere la metathesiofobia può portare non solo a una crescita individuale significativa, ma anche a una vita più soddisfacente e ricca di opportunità inaspettate.
“L’aiuto di un esperto – ha concluso Perris – può contribuire a farci vincere le nostre paure, imparando ad affrontare in modo più positivo e consapevole i momenti di transizione. E’ il tema della campagna di Unobravo ‘Buoni Propositi 2024’ per sensibilizzare le persone a prendersi più cura del benessere psicologico nel nuovo anno. Attraverso il percorso psicologico possiamo intraprendere un viaggio di auto-esplorazione e acquisire una maggiore conoscenza di noi stessi e sarà un alleato nel processo di rafforzamento della nostra autostima e autoefficacia”.

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Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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