”Il violino non perdona se lo si
trascura. Paganini diceva: se sto un giorno senza studiare me ne
accorgo io, se sto due giorni se ne accorgono gli altri. E’ un
tiranno inesorabile, non dà tregua”. Al traguardo degli 80
anni, il 21 gennaio, Uto Ughi traccia il bilancio di una vita
spesa a sfidare lo strumento che gli ha dato la fama mondiale.
”Festeggerò il mio compleanno con la musica – dice – Il giorno
seguente ho un concerto al Teatro Carlo Felice di Genova. E’
bello fare festa in questo modo. La musica è condivisione”.
Il racconto del violinista, erede della grande scuola italiana,
è una cavalcata nella storia della musica classica del secondo
‘900. Futuri solisti e direttori illustri come Barenboim, Metha
e Accardo hanno studiato con lui; il compositore George Enescu è
stato suo maestro, ha studiato a Siena dove tenevano lezioni
Artur Rubinstein, Andrès Segovia e Pablo Casals; si è esibito
con i più grandi nomi del podio da Pretre a Sawallish a
Celibidache, Rostropovich era suo amico.
Severo ed esigente, Ughi non si fa sconti. Dopo il debutto in
pubblico a 7 anni al Teatro Lirico di Milano, a 10 la prima
esperienza con l’ orchestra nel concerto di Mendelsshon e la
Ciaccona di Bach, poi ancora studi tra Parigi, Vienna e Ginevra,
dove si è diplomato a 16 anni. Maestro, quanto tempo dedica
al suo strumento? ”Non c’ è una regola, dipende dell’ obiettivo
e dall’ opera che si vuole eseguire. Bach, ad esempio, va
studiato tutta la vita”. Anche per i maestri e i direttori da
ringraziare la classifica è difficile, ma la predilezione è per
Arthur Rubinstein.
Da tempo il suo maggior rammarico è l’ indifferenza e
l’insensibilità della politica per l’ insegnamento della musica
nelle scuole, ancor più grave – sottolinea – in un Paese che ha
80 conservatori ma pochissime orchestre. Per questo, dopo aver
promosso per anni festival a Venezia e a Roma e tanti concerti
guardando alle nuove generazioni, lo scorso ottobre ha lanciato
la Fondazione che porta il suo nome, diretta da Natascia
Chiarlo, vicepresidente e sua stretta collaboratrice artistica.
”Non mi sono speso abbastanza per i giovani. Dovrei fare molto
di più”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA