Il presidio è stato organizzato dal Comitato contro ogni autonomia differenziata per l’unità della Repubblica e l’uguaglianza dei diritti e dal Tavolo nazionale No Ad del quale fanno parte anche Recovery Sud, Anpi e sindacati di base. Nel corso del presidio gli organizzatori hanno portato un documento al prefetto di Bari, con le proposte locali contro il ddl Calderoli, chiedendogli di portarlo al governo.
“Quando l’intera materia dell’istruzione sarà devoluta alle Regioni, come rischia di essere con il ddl Calderoli – ha detto Falco – con ogni probabilità noteremo ancora più storture sul funzionamento della scuola pubblica”. “Stiamo discutendo in questi giorni – ha aggiunto – gli esiti del dimensionamento scolastico, che è un piccolo pezzo delle competenze delegate alle Regioni. E già questo sta producendo grossi danni alle scuole della Puglia”.
“Stiamo registrando – ha concluso – come le decisioni pubbliche in materia siano assunte non proprio con criteri di razionalità amministrativa e di efficienza”.
Decaro a Bari contro autonomia, ‘arricchisce una parte paese’
Presidente Anci: ‘Perequazione vuol dire dare a chi ha bisogno’
“Quello che sta accadendo rischia di far diventare la parte del Paese già ricca ancora più ricca e la parte che è già povera ancora più povera”. Lo ha detto il sindaco di Bari e presidente dell’Anci, Antonio Decaro, partecipando alla manifestazione di protesta contro il disegno di legge sull’autonomia organizzata davanti alla prefettura di Bari dalla rete dei sindaci del Sud e dal tavolo ‘No AD’.
“L’autonomia differenziata – ha aggiunto – senza finanziare i livelli essenziali delle prestazioni peggiora la situazione attuale che non ha mai superato la spesa storica e che già vede differenze nel nostro Paese”. Decaro ha evidenziato che non è ancora stata data “piena attuazione” all’articolo 3 della Costituzione “perché in questo Paese il livello dei servizi dipende dal luogo in cui nasci o vivi”, e ha aggiunto che “perequazione significa dare di più a chi ha più bisogno”.
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