Un centinaio di lavoratori, i
sindaci di tutti i Comuni del circondario, i rappresentanti dei
sindacati di categoria Cgil, Cisl, Uil ed Ugl, hanno dato vita
questa mattina ad un lungo corteo partito dall’ex ospedale Gemma
de Posis all’ingresso di Cassino ed hanno raggiunto il municipio
in piazza Restagno per manifestare contro le procedure di
licenziamento collettivo e di chiusura della cartiera Reno de
Medici di Villa Santa Lucia.
L’impianto non è in crisi ed anzi è strategico per le
lavorazioni del gruppo RdM costituito da 10 stabilimenti e 4
centri di taglio, per un totale di circa 2.300 dipendenti (163
diretti a Villa S.Lucia, 300 con l’indotto), il più grande
produttore di cartoncino riciclato in Italia, Francia, Paesi
Bassi, Scandinavia e Penisola iberica.
Lo stop è stato deciso in seguito alle disposizioni del
tribunale di Cassino che aveva fermato la produzione dopo
un’indagine sul depuratore consortile esterno alla società ma
utilizzato da RdC per i suoi reflui. L’azienda ha effettuato
allora dei radicali interventi sulla catena di smaltimento
ottenendo l’autorizzazione alla riapertura ma chiede di non
dover smaltire tutti i fanghi prodotti (come disposto dal
Tribunale) bensì poter riciclare i fanghi primari come nuova
materia prima in quanto ricchi di cellulosa.
Nella serata di ieri il consigliere regionale Daniele Maura
(FdI) ha dichiarato che è imminente il rilascio dalla Regione
Lazio di un’autorizzazione ambientale che tenga conto delle
richieste. Il nodo al momento sta nella classificazione dei
fanghi: se sono rifiuti vanno smaltiti, se sono ‘materia prima –
seconda’ possono essere reimpiegati nel ciclo produttivo
abbattendo in maniera decisiva i costi di produzione del
cartoncino e quelli di smaltimento.
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