Per ovviare al problema il Mit si dice “pronto ad avviare un confronto immediato con l’amministrazione bolognese per verificare soluzioni alternative e prevenire forzature e fughe in avanti che poi rischiano di essere smentite anche dai giudici, come già successo a Milano a proposito dell’obbligo per i mezzi pesanti dei dispositivi per l’angolo cieco”. E in un lungo post su Instagram, Salvini definisce quella del comune di Bologna una “scelta ideologica e insensata” da parte dell’amministrazione Lepore, che ha portato il caos. “Il sindaco ha dato una giustificazione straordinaria – chiosa il leader della Lega – e cioè che andando più piano i bolognesi potranno sentire il canto degli uccellini. Il canto degli uccellini? Lasciamo lavorare chi deve lavorare, dai”. Immediata la reazione di Lepore, per il quale il titolare del Mit è vittima, come tanti, delle “fake news” pubblicate in questi giorni, soprattutto sui social. False informazioni che Salvini “purtroppo” avrebbe concorso a sua volta a diffondere. “Purtroppo – fa notare Lepore – in questi giorni si è scatenata una battaglia social mediatica contro Città 30 e la città di Bologna. Le fake news sono tantissime, si è come sempre scatenato tutto il circo mediatico della destra – aggiunge -e questo, più che indebolire l’amministrazione, francamente sta facendo il male dei bolognesi”, spaventati dalle tante “informazioni sbagliate”. Tra queste, anche notizie riguardo a ritardi nelle consegne dei farmaci salvavita, rallentate dal traffico troppo congestionato. “Una balla clamorosa” e che tuttavia ha raggiunto anche Roma, dice Lepore. Anche perché nelle linee guida pubblicate sul suo sito dal Ministero per le infrastrutture è lo stesso Mit che invita città e comuni a introdurre le zone 30 per raggiungere l’obiettivo, fissato da Organizzazione mondiale della sanità e Nazioni Unite, di dimezzare i morti sulle strade. Un piano, approvato all’epoca del governo Draghi, come fa notare il viceministro di Salvini Galeazzo Bignami (bolognese e in prima linea nell’opposizione ai limiti di velocità) e non dal Governo Meloni. “Il problema nella guida del Comune è tutto qua – dice Bignami – continuano a pensare che al Governo nazionale ci siano loro”. Il sindaco, pur difendendo la “scelta coraggiosa” di Città 30 sulla quale non intende fare passi indietro, è pronto a sedersi a un tavolo con il ministero dei Trasporti e valutare, caso per caso, eventuali attenuazioni della misura in alcune aree della città. Lepore, però, sposta il focus della discussione su un altro tema caldissimo, quello del trasporto pubblico. E dopo un confronto con i sindacati, è pronto a “chiedere una mano a Salvini” per ottenere “più risorse” per il settore messo in ginocchio dal Covid e dai mancati incassi nel periodo della pandemia.
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