“Da una parte c’è una comunità provata, come la nostra, desiderosa solo di essere vicina alla famiglia e di regalare l’ultimo saluto a Giovanna, per restituirle quello che le è stato tolto. Dall’altra il chiedersi come fare per evitare tragedie simili. Come impedire ai leoni da tastiera di riversare impunemente il loro odio, dimenticando il potere distruttivo che possono avere anche semplici parole, che è il significato della massima ‘Ne uccide più la lingua che la spada’”. È un altro passaggio dell’omelia di don Enzo Raimondi.
“Dolore, clamore: due parole così assonanti e dissonanti allo stesso tempo da produrre note stonate che noi abbiamo dovuto, nostro malgrado, ascoltare in questi giorni”, ha continuato don Raimondi. Riferendosi a Pedretti, che secondo gli investigatori si è uccisa buttandosi nelle acque del Lambro, il sacerdote ha parlato del “dolore di chi si è visto messo, radicalmente, in discussone nella propria sincerità e autenticità”.
“Da una parte – ha aggiunto don Raimondi – la famiglia, dall’altra l’invadenza, l’insistenza. L’arroganza di chi crede di poter distruggere e poi restituire la stima e la dignità di qualcuno ma che, in realtà, non ha avuto nessuna possibilità di far vacillare chi ha conosciuto Giovanna, nel credere alla sua acclarata onestà e generosità”. “Giovanna non era sola, non lo è in questo momento – ha concluso -. Dio le è stato vicino anche negli ultimi momenti come è vicino alla famiglia, a tutti noi. Ma abbiamo visto il male cosa può fare. Ci sentiamo, a volte, così svuotati che la cattiveria ci dà il colpo di grazia. Lasciamo che Dio ci aiuti a pensare Giovanna libera, serena, tra le braccia del padre”.
Nei giorni precedenti alla morte, la donna aveva ricevuto lodi per aver risposto a tono a una recensione di un cliente che si lamentava di aver mangiato nel suo locale – la pizzeria “Le Vignole” di Sant’Angelo – con a fianco due omosessuali e un disabile e poi era stata accusata sui social proprio di aver inventato quella recensione solo per farsi pubblicità.
Lo striscione per ribadire ai giornalisti di rispettare il momento di dolore, che era comparso, nei giorni scorsi, vicino all’abitazione della donna, che si trova sopra la pizzeria, è stato esposto sul sagrato della Basilica dei Santi Antonio Abate e Francesca Cabrini di Sant’Angelo Lodigiano, dove si è svolto il funerale della donna. La famiglia ha chiesto ai giornalisti di restare all’esterno della chiesa, all’interno della piazza antistante la Basilica.
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