Dopo il passaggio al Quirinale per la giornata della Memoria, la premier resta tutto il giorno a Palazzo Chigi. A preparare il summit, di cui ha parlato anche per le questioni logistiche, con Ignazio La Russa che lo ospiterà al Senato. Ad accogliere i leader africani (prevista la presenza di 25 Capi di Stato e di governo) sarà già domenica il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Lunedì poi, Meloni avrà al suo fianco i vertici europei (tutti presenti, Ursula von der Leyen, Charles Michel e Roberta Metsola), che apriranno i lavori insieme ai leader dell’Unione africana.
Ma tutto il governo sarà impegnato: Matteo Salvini, Giancarlo Giorgetti e Adolfo Urso parleranno coi partner del continente di collaborazione economica e nelle infrastrutture; Antonio Tajani e Francesco Lollobrigida animeranno il focus sulla sicurezza alimentare; Gilberto Pichetto Fratin affronterà il tema della transizione energetica, Giuseppe Valditara, Anna Maria Bernini e Gennaro Sangiuliano si misureranno sulla formazione professionale e la promozione culturale, mentre Matteo Piantedosi e Guido Crosetto parleranno di flussi migratori, altro core business per l’Italia, e di lotta al terrorismo.
L’idea è quella di promuovere quei partenariati alla pari, abbandonando “l’approccio predatorio” che ha caratterizzato la presenza europea in Africa anche nel secolo scorso, e che sarà al centro, insieme ai tema dei migranti, anche del G7 italiano.
Un summit che si pone come “ponte” tra occidente e oriente, fin dalla scelta della location, come ribadisce la premier presentando la presidenza italiana (un ulivo il logo, le radici “ancorate nelle tradizioni” e le fronde “proiettate nel futuro”). Ma il vertice dei grandi, che avrà il suo momento clou a giugno in Puglia, servirà anche a confermare il sostegno dei 7 “all’Ucraina”, sottolinea la premier, archiviando le perplessità emerse con l’odg della Lega, poi modificato, nei giorni scorsi.
Una questione su cui la premier non si è spesa in prima persona, demandando a Crosetto la soluzione che riportasse in linea l’alleato. Certo potrebbe avere affrontato la questione con Salvini, anche nella chiacchierata a margine del Cdm che ha avuto, raccontano, con più di un ministro. L’intenzione è quella di mantenere le tensioni con gli alleati a bassa frequenza, lasciando decantare questioni spinose come le candidature per le regionali, in particolare per la Basilicata, almeno per un mese, fino a dopo il congresso di Forza Italia. E sempre a primavera inoltrata potrebbe arrivare la decisione della premier – che nel suo partito tutti oramai danno per scontata – della candidatura alle europee.
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