Dopo aver donato nuove speranze a migliaia di pazienti con tumori del sangue in stadio avanzato e in cui le altre opzioni terapeutiche hanno fallito, le CAR-T si spostano dunque ora progressivamente verso le prime linee di trattamento. È il caso dei due nuovi protocolli sperimentali. “Si tratta di un importante passo avanti nella ricerca di terapie sempre più efficaci – afferma Armando Santoro, direttore del Cancer Center di Humanitas -. Nel caso del mieloma multiplo, la terapia sperimentale con CAR-T anti-BMCA ha dato risultati incoraggianti negli studi con pazienti in stadio molto avanzato, ecco perché siamo speranzosi sul beneficio di un loro utilizzo più tempestivo. Nel caso del linfoma a grandi cellule B, il protocollo sperimentale potrebbe aprire la via a un percorso terapeutico esclusivamente immunoterapico, soprattutto per i pazienti più a rischio. Queste novità testimoniano il grande valore della Ricerca: non c’è tumore del sangue che non abbia avuto un sostanziale miglioramento dalle nuove terapie. L’immunoterapia, dalle CAR-T agli anticorpi monoclonali fino all’ultima frontiera degli anticorpi bi-specifici, ha avuto un impatto sostanziale”.
Nel caso del mieloma, spiega Stefania Bramanti, responsabile della Sezione di Trapianto Autologo, CAR-T e Aferesi di Humanitas, “lo studio valuterà in particolare l’efficacia delle CAR-T anti-BMCA in pazienti con una recente diagnosi di mieloma multiplo e in parziale remissione a seguito di un autotrapianto di midollo”. Il linfoma non-Hodgkin aggressivo a grandi cellule B, invece, è già oggi trattabile in seconda linea con le CAR-T anti-CD19. In Humanitas, afferma Bamanti, “è però disponibile anche questo nuovo protocollo sperimentale che valuterà l’efficacia di queste CAR-T direttamente come trattamento di prima linea, al posto della chemioterapia. Se i risultati lo confermeranno, questo approccio consentirà in futuro di immaginare una guarigione per questi linfomi con la sola immunoterapia”.
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