(di Alessandra Baldini)
Nel buio del Park Avenue Armory,
una storica caserma della Guardia Nazionale, Puma ha dato il via
alla Fashion Week di New York celebrando, come in un luna park
alla Bladerunner in cui la nostalgia si incrocia con l’high
tech, i 25 anni delle sue iconiche sneaker Mostro.
Un altro mondo abitato da esseri umani e creature aliene fa
da sfondo allo show di cui sono state protagoniste le storiche
scarpe da leisure chiuse con il velcro incrociato, sullo sfondo
l’avvolgente musica di Eartheater (la 34enne strumentalista pop
sperimentale Alexandra Drewchin), nel parterre Emily
Ratajkowski, Caleb McLaughlin (Lucas di di Stranger Things) e
A$AP Rocky, il compagno di Rihanna, che ha curato la campagna
promozionale lanciata sui social in coincidenza della sfilata.
Lanciate nel 1999 e oggi all’incrocio tra arte e moda, le
nuove Mostro coi tacchetti declinate in high top, low profile e
stivali, sono state abbinate dallo stylist Alastair McKimm e dal
direttore creativo del brand tedesco Heiko Desens con una serie
di proposte dalla collezione per il prossimo autunno inverno:
giubbotti, piumini, felpe, tute in lycra o pelle, un caffettano
nero col cappuccio lungo fino ai piedi. Dominano la tavolozza
monocroma il bianco e il nero, con pennellate di rosso, verde
prato e viola ma, in chiusura, una sventagliata di track-suits
in tinte arcobaleno.
Il ritorno delle Mostro coincide con altri revival. Con lo
slogan “In Women We Trust” (Confidiamo nelle donne), Donna Karan
ha annunciato il rilancio del brand in una nuova campagna di cui
sono protagoniste otto top model degli anni Novanta: “E’ la
celebrazione dell’iconca eredita’ di un marchio che apre un
nuovo capitolo tra legacy e futuro”, e’ il motivo conduttore
delle immagini scattate dalla fotografa Annie Leibovitz in cui
figurano Amber Valletta, Cindy Crawford, Linda Evangelista,
Shalom Harlow, Carolyn Murphy, Imaan Hammam, Karlie Kloss e Liya
Kebede.
Con Calvin Klein e Ralph Lauren, a meta’ anni Ottanta il
brand creato dalla stilista newyorchese aveva contribuito a
mettere NY sul calendario della moda internazionale, ma nel 2015
era entrato in sonno quando la fondatrice aveva lasciato il
timone tra voci di frizione con il gruppo Lvmh che qualche anno
prima aveva acquistato il marchio. Donna Karan tornera’ adesso
nei negozi e online sotto l’egida del gruppo G-III Apparel Group
con prezzi al di sotto dei 600 dollari e look ripescati dagli
archivi, a partire dai “sette pezzi facili” con cui la stilista,
in piena era Reagan, rivoluziono’ in chiave sexy il look fino ad
allora ingessato delle donne in carriera.
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