“Ad oggi, però, la politica non sembra particolarmente attenta o, nella migliore delle ipotesi, sembra rinchiusa nel limbo della meditazione su quali misure metter in campo per arginare il ‘lato oscuro della Rete’. In questa direzione sarebbe utile avviare una capillare campagna di comunicazione della Presidenza del Consiglio”. Secondo l’Istituto, inoltre, l’impatto dei social è sempre più pervasivo e i rapporti intermediati superano quelli vis a vis: la maggior parte degli intervistati ha dichiarato di usare tutti i giorni i social (85,7%) o un personal computer (79,8%). Per circa quasi 7 giovani su 10 prevale l’ascolto di musica oppure guarda la televisione principalmente attraverso le piattaforme digitali (67,4%). Al contrario, solo il 36,7% dei giovani vede di persona quotidianamente gli amici e appena il 17,3% trascorre il tempo libero con parenti e familiari.
Secondo l’indagine, tra le Regioni sono Sicilia, Campania e Umbria, con una percentuale di poco superiore all’11% della popolazione under-35, ad avere il più alto tasso di giovani a rischio dipendenza (rispettivamente, 106,8mila, 131,4mila e 16.500mila). Sopra il 10% anche Lazio (109,1mila giovani), Toscana (66,9mila), Abruzzo (24mila), Valle d’Aosta (2.300), Trentino Alto Adige (22,5mila), Marche (27,4mila), Puglia (78,9mila), Basilicata (10,7), Molise (5.500) e Piemonte (75,3 mila). La ricerca è stata condotta su 3mila giovani residenti in Calabria, tuttavia, precisano i ricercatori, “considerata la rilevante numerosità degli intervistati e la significativa omogeneità nei consumi dei social media da parte dei giovani in Italia, i risultati emersi possano essere inferiti per l’intero territorio nazionale”.
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