Due spettacoli allestiti dallo
stesso regista e presentati alla stessa ora dello stesso giorno
a Bologna forse non si erano mai visti: è successo ieri al
Teatro Celebrazioni e al Comunale Nouveau. Nel primo la
riproposta teatrale di Fantozzi, uno spettacolo che
nell’intervallo ha provocato una sorta di emorragia di pubblico;
nel secondo contenitore l’opera verdiana Il trovatore,
spettacolo, al contrario, avvincente e coinvolgente.
Entrambi pensati dal regista Davide Livermore per il Teatro
Nazionale di Genova (il personaggio creato da Paolo Villaggio e
reicarnato nel sosia Gianni Fantoni) e per il Festival Verdi
2023 (la storia della zingara che deve vendicare la madre).
Nessuna novità dunque, se non l’intera sezione musicale
rinnovata per il capolavoro di Giuseppe Verdi.
Livermore ha realizzato un Trovatore ambientato, come suo
stile, in una grande periferia degradata tra cieli plumblei e
panorami bombardati e in fiamme (un pensiero all’attuallità?)
proiettati su un grande led-wall. Col merito di far apparire il
palcoscenico, in quanto a spazialità, quello di un vero teatro
d’opera e non quello striminzito del Nouveau dove finora si sono
visti allestimenti mutilati (se provenienti da altri teatri) o
ridotti e poveri se creati in loco. Una certa atomesfera
felliniana aleggiava in entrambi gli spettacoli: onirico e
sognante quello del ragioniere e soci; circense il Trovatore.
Infatti, Manrico e sua madre Azucena sono zingari che vivono tra
clown e trampolieri; il Conte di Luna, suo rivale, è un moderno
imprenditore malavitoso con tanto do smatphone capace di rapire
Eleonora pur di possederla. La bacchetta espertissima di Renato
Palumbo (dirette più di 300 recite di quest’opera) ha fatto il
miracolo creando equilibri sonori perfetti tra buca e
palcoscenico, valorrizzando le tinte fosche e le forti emozioni
della partitura verdiana. Orchestra e coro (quest’ultimo
preparato da Gea Garatti Ansini) al meglio e quartetto vocale di
maestri cesellatori: Roberto Aronica nei panni di Manrico, Marta
Torbidoni in Leonora, Lucas Meachem il Conte di Luna, Chiara
Mogini come Azucena (per lei successo personale) e Gianluca
Buratto a dar voce a Ferrando. Al termine applausi per tutti.
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