Addio ad altri 3.637 decreti regi. Sommati a quelli già abrogati la tagliola ha spazzato via oltre 20mila provvedimenti del passato. Un pezzo di Italia che se ne va, con tante curiosità da scoprire. Con il via libera del Consiglio dei ministri è stata approvata la proposta della ministra per le Riforme, Maria Elisabetta Casellati, che cancella in tutto 22.574 provvedimenti, che raccontano uno spaccato dell’Italia pre repubblicana.
Molte le curiosità. Cancellato quello che istituiva il “Regolamento amministrativo-contabile della Regia Azienda Monopolio Banane”, ma anche quello per l’approvazione del “Regolamento per l’applicazione della legge riguardante l’allevamento e l’impiego dei colombi viaggiatori”. Spazzati via anche le “Modificazioni al regolamento sulla requisizione dei quadrupedi e dei veicoli per il Regio esercito e per la Regia Marina”, la “Costituzione del Consorzio di colonizzazione di Genale nella Somalia italiana”, la “Soppressione dell’Istituto nazionale per il risanamento antimalarico della Regione Pontina”.
Nella prima tappa del processo di semplificazione, erano volati via, oltre all’allevamento e all’impiego dei piccioni viaggiatori, 2.535 decreti risalenti al decennio 1861-1870. Tra questi si spazia dall’estensione a tutti i cittadini del Regno del diritto di concorrere ai posti gratuiti del Collegio di musica di Napoli, ai decreti che determinavano tasse sul bestiame; da quello sul regolamento del Corpo dei Pompieri di Forlì, a quello che approvava la Società anonima della filanda di canape in Bagnacavallo, passando per l’autorizzazione al comune di Cerignola a imporre un dazio sulla neve.
Nell’operazione disboscamento cade anche un regio decreto del 1872 che “approvava la Società generale italiana per le latrine asportabili e per la fabbricazione dei concimi in Firenze”. Ma anche un altro più vecchio di otto anni che regolava la tassa sui noleggi delle merci importate ed esportate per via di terra e di mare nella città di Bari e sua provincia. Nel 1874 invece, un regio decreto aumentò il numero dei fuochisti del Regio lancia siluri Pietro Micca.
Curioso il regio decreto del 1877 sulle nozze di notte che, “per grazia di Dio e volontà della Nazione” a sua volta, annullava la deliberazione del comune di Lucca, relativa all’imposizione di una tassa sugli atti di matrimonio celebrati in tempo di notte. Ha visto la sua fine anche quello del 14 luglio 1895, che autorizza il comune di Pesaro a continuare a riscuotere in luogo e a compensazione della tassa di minuta vendita sulle bevande vinose e spiritose, sul mosto e sull’uva, un dazio addizionale superiore al 50% del governativo per l’introduzione delle dette bevande nella linea daziaria.
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