“Esistono già” progetti comuni europei “per l’idrogeno verde e per le batterie. Vogliamo che esista anche nel campo delle competenze nucleari e dei reattori modulari”, ha sottolineato Le Maire, indicando la necessità di “ricorrere alla Banca europea per gli investimenti” per i finanziamenti. “Vogliamo che tutti gli strumenti finanziari europei siano messi a disposizione dell’ambizione energetica” verso la neutralità carbonica e “in modo specifico per i reattori nucleari”.
A margine della riunione dei ministri dell’Energia dei Ventisette questa mattina si svolge anche una nuova riunione dell’Alleanza europea per il nucleare, lanciata nei mesi scorsi da Parigi. “Riaffermiamo la nostra determinazione ad arrivare alla decarbonizzazione con l’aiuto del nucleare e riaffermiamo la nostra richiesta di avere tutti gli strumenti finanziari europei messi a disposizione dei reattori nucleari e della ricerca e della formazione” nel settore, ha indicato il ministro delle Finanze.
“Prima del 2000 la Banca europea per gli investimenti ha finanziato fino a 7 miliardi di euro di investimenti nel nucleare, dopo il 2000 appena un miliardo”, ha evidenziato ancora, auspicando che l’istituzione finanziaria torni a svolgere un ruolo di “primo piano” in materia.
L’Alleanza per il nucleare, al termine della riunione svolta a margine del Consiglio Ue Energia, ha chiesto in una dichiarazione congiunta di dar vita a un “gruppo di lavoro sugli strumenti” finanziari per lo sviluppo dei mini reattori nucleari su larga scala, estendere la Banca europea dell’idrogeno alla produzione di idrogeno a basse emissioni di carbonio (come quello nucleare) e tenere pienamente conto dell’energia dell’atomo negli scenari di obiettivi climatici del 2040. Alla riunione ha partecipato anche l’Italia come Paese osservatore, dunque non ha sottoscritto la dichiarazione congiunta.