Milioni di musulmani in tutto il mondo (per la precisione si contano circa 1,8 miliardi di fedeli nel complesso) si preparano all’inizio del mese sacro islamico di Ramadan, atteso a seconda del Paese in cui si trovano tra il 10 e l’11 marzo. Dipende dell’avvistamento della luna nuova, determinato dal calendario lunare islamico. Il Ramadan, infatti, inizia tipicamente quando viene avvistata la Luna crescente, e dura dai 29 ai 30 giorni.
Secondo il tracker lunare “Crescent Moon Watch” la luna nuova del Ramadan sarà visibile a partire dalla sera di domenica 10 marzo. In quella data però – ha spiegato Al Jazeera – un avvistamento a occhio nudo della luna crescente sarà possibile solamente in alcune zone del Pacifico e del Nord America occidentale. Il resto del mondo, a partire dal Medioriente e dall’Europa, potrà osservare la luna nuova solamente a partire dal giorno seguente. Pertanto l’inizio del digiuno, uno dei cinque pilastri dell’Islam, potrebbe variare dall’11 al 12 marzo.
Durante il mese di Ramadan le comunità islamiche italiane promuovono principalmente momenti di aggregazione nelle proprie moschee per condividere il pasto di rottura del digiuno che avviene al tramonto, si celebra insieme la preghiera notturna. Durante il Ramadan ci sono molti scambi di visite familiari o fra amici. “Ci si invita a mangiare insieme al tramonto, le famiglie si ritrovano l’iftar (il pasto serale) che diventa momento di condivisione e di gioia”, racconta Lafram.
Quest’anno, complice la situazione in Medioriente dopo l’attacco del 7 ottobre di Hamas a Israele, gli occhi del mondo saranno inevitabilmente puntati sull’area. Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha promesso che non limiterà la libertà di culto alla Spianata delle moschee di Gerusalemme, ma ha precisato che la situazione sarà monitorata tutte le settimane e ogni decisione sarà vincolata a garanzie di sicurezza. Si temono infatti scontri fra palestinesi ed ebrei ortodossi, con Hamas che nei giorni scorsi ha chiamato alla mobilitazione i fedeli invitandoli a recarsi in massa alla Spianata.
Un pensiero, dunque, a chi vive in zona di guerra. “Vorrei augurare a tutte le comunità islamiche italiane, ma anche a tutti i musulmani del mondo un buon Ramadan, che sia un mese di spiritualità, di riflessione, di condivisione ma anche di vicinanza agli ultimi, alle persone che sono sofferenti – aggiunge il presidente Ucoii, Yassine Lafram -. Il pensiero della comunità islamica mondiale va soprattutto alla Striscia di Gaza, alle popolazioni che sono sotto le bombe. Loro hanno iniziato il Ramadan molto prima di tutti gli altri, un digiuno forzato a causa della mancanza di cibo e alimenti, a loro va il nostro pensiero”.
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