“Speculazioni” che non meritano alcun commento: così Peskov, riportato dalla Tass, ha definito le notizie uscite nei giorni scorsi negli Usa, e riprese dal New York Times, secondo le quali nell’ottobre del 2022 la Russia era pronta ad utilizzare armi nucleari tattiche in Ucraina. Lo scenario è stato evocato in un libro del corrispondente dalla Casa Bianca David Sanger.
“In generale – ha detto Peskov – l’idea che il Papa ha affermato, ovviamente, è abbastanza comprensibile. Si è espresso a favore dei negoziati. Sapete che il nostro presidente ha ripetutamente parlato della nostra disponibilità e apertura a risolvere i nostri problemi attraverso i negoziati. E questo è preferibile”. Tuttavia, ha aggiunto, “sfortunatamente, sia le dichiarazioni del Papa che le ripetute dichiarazioni delle altre parti, compresa la nostra, sono state recentemente accolte con un rifiuto assolutamente severo da parte del regime di Kiev, e non consentono la possibilità di condurre alcun negoziato”. Il portavoce del Cremlino, comunque, ha detto di ritenere che nelle dichiarazioni del pontefice “c’era un contesto più ampio” rispetto a quello di un invito a Kiev ad alzare “bandiera bianca”.
Per il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, però, “la resa non significa pace, dobbiamo continuare a sostenere l’Ucraina”. “Il presidente Putin ha iniziato questa guerra e potrebbe porvi fine oggi, ma l’Ucraina non ha questa possibilità. Dobbiamo continuare a rafforzare l’Ucraina per dimostrare a Putin che non otterrà ciò che vuole sul campo di battaglia, ma deve sedersi e negoziare una soluzione in cui l’Ucraina sia riconosciuta e prevalga come nazione sovrana e indipendente”, ha aggiunto.
“La pace è nelle mani di Putin: noi vogliamo una pace giusta, che prenda in considerazione la vittima di questa guerra, ovvero l’Ucraina”. Lo ha detto il portavoce del Servizio di Azione Esterna dell’Ue a proposito delle parole del pontefice.
Un portavoce del governo tedesco ha detto che il cancelliere Olaf Scholz non condivide l’appello di papa Francesco a scegliere la via del negoziato per la pace in Ucraina. “Come potete immaginare, il Cancelliere federale non è d’accordo con il Papa su questo tema”, ha detto a Berlino il portavoce dell’esecutivo, Steffen Hebestreit, rispondendo alla domanda su come Scholz “abbia accolto le dichiarazioni del Papa che raccomanda all’Ucraina di sventolare bandiera bianca”.
Gli Stati Uniti, attraverso boicottaggi al sistema elettronico di voto e gli appelli dell’opposizione a non andare alle urne, cercano di ridurre il numero di votanti alle presidenziali in Russia del 15-17 marzo per screditare la consultazione, a cui Vladimir Putin si presenta per ottenere un quinto mandato. Ma dimenticano che il numero di votanti è basso anche in vari Paesi occidentali, tra cui l’Italia, dove il partito di Giorgia Meloni ha vinto nel 2022 “solo a causa della bassissima affluenza alle urne”. Lo afferma il servizio stampa dei servizi d’intelligence esterni (Svr) di Mosca come riferisce la Tass.
Media, ‘la Russia ha sostituito il capo della Marina’
La Russia “ha sostituito il capo della marina” a causa della “completa paralisi” della leadership della flotta di fronte ai riusciti attacchi ucraini con droni contro le navi russe in Crimea. Lo riporta Sky News citando il quotidiano russo Fontanka che ha riferito che l’ammiraglio Alexander Moiseev ha sostituito l’ammiraglio Nikolai Yevmenov come comandante in capo, senza fornire spiegazioni.
L’Istituto per lo studio della guerra (Isw) ha citato anche blogger militari russi che hanno suggerito che i recenti cambiamenti al comando avvengono “nel mezzo di una completa paralisi della leadership della flotta riguardo alle nuove minacce”.
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